Negli ultimi mesi la consigliera comunale Federica Ubaldi ha portato all’attenzione del Consiglio Comunale diverse mozioni volte a migliorare i servizi e le politiche dedicate alle persone con disabilità, con particolare attenzione al tema dell’autismo.
“Su proposte che riguardano la qualità della vita di tante famiglie – spiega Ubaldi – sarebbe auspicabile un confronto ancora più approfondito. Solo una delle mozioni presentate è stata approvata, mentre le altre non hanno trovato il necessario sostegno, a causa dell’astensione della maggioranza”.
La proposta accolta riguarda l’istituzione del Disability Check, uno strumento che prevede l’adozione, da parte degli uffici comunali, di linee guida trasversali per valutare l’impatto delle politiche pubbliche sulle diverse forme di disabilità. “Si tratta di un passo importante – prosegue – perché favorisce una maggiore consapevolezza e una visione integrata delle disabilità fisiche, mentali e sensoriali. Un approccio che sarà ancora più centrale considerando che Parma nel 2027 sarà Capitale Europea dello Sport Inclusivo”.
Tra le altre proposte presentate figuravano l’adeguamento dei parchi gioco in chiave realmente inclusiva e autism friendly e l’istituzione della figura del Garante dei Diritti delle Persone con Disabilità.
Sul tema dei parchi gioco, Ubaldi sottolinea come l’inclusività non possa limitarsi alla presenza di qualche gioco accessibile: “Un parco davvero inclusivo è uno spazio progettato pensando alle diverse esigenze dei bambini, non solo motorie, ma anche sensoriali e cognitive. Rendere un parco autism friendly significa creare ambienti sicuri e accoglienti, con giochi che favoriscano la socialità, riducano le fonti di stress e permettano a tutti i bambini di giocare insieme”.
La mozione prevedeva sia l’adeguamento dei parchi esistenti sia l’impegno a progettare quelli futuri attraverso linee guida condivise, elaborate ascoltando associazioni e famiglie. “Si parla spesso di parchi inclusivi – aggiunge – ma dalle segnalazioni che riceviamo emerge che l’inclusività, nella pratica, non è sempre pienamente realizzata. Il nostro obiettivo era migliorare ciò che già esiste, rendendo le linee guida più efficaci e aderenti ai bisogni reali di chi vive quotidianamente questi spazi”.
Non ha trovato accoglimento nemmeno la proposta di reintrodurre la figura del Garante dei Diritti delle Persone con Disabilità, già presente in passato. “Un ruolo autonomo e non politicizzato – conclude Ubaldi – pensato come punto di riferimento per l’ascolto, la mediazione e la tutela dei diritti, in stretta collaborazione con le associazioni del territorio e come collegamento con il Consiglio Comunale. Sarebbe stato uno strumento utile di dialogo e supporto”.




