“Ci aiuti a incastrare i banchieri corrotti”: falso carabiniere inganna un 79enne

by Andrea Marsiletti

Non più il “finto incidente” del figlio, ma una sceneggiatura ancora più subdola, che fa leva sul senso civico e sulla fiducia nelle istituzioni. I Carabinieri della Stazione di Parma Oltretorrente hanno sventato una truffa da 5.400 euro ai danni di un 79enne parmigiano, riuscendo a recuperare l’intera somma grazie al tempestivo sequestro del conto corrente su cui era confluito il bonifico fraudolento.

La vicenda si è svolta nei giorni scorsi a Parma. Il pensionato è stato contattato telefonicamente da un uomo che, con tono molto professionale, si è qualificato come carabiniere. Questa volta, però, i temi trattati non riguardavano arresti o incidenti stradali, ma coinvolgevano l’anziano in una fantomatica “operazione di polizia”.

«Stiamo indagando su alcuni banchieri corrotti che stanno prelevando denaro illecitamente proprio dal suo conto», ha riferito il falso militare alla vittima. Per fermarli e tracciare i movimenti illeciti – secondo la menzogna raccontata al 79enne – era necessario effettuare subito un bonifico di prova verso un conto “sicuro” indicato dall’interlocutore.

«I soldi servono per le indagini e le verranno restituiti immediatamente al termine dell’operazione», ha rassicurato il truffatore, mettendo fretta all’uomo affinché agisse prima che i presunti funzionari corrotti potessero bloccarlo.

L’anziano, convinto di agire nell’interesse della giustizia e preoccupato per i propri risparmi, ha seguito le istruzioni e, dopo essersi recato presso la filiale della sua banca, ha eseguito un bonifico di 5.400 euro sull’IBAN indicato dal sedicente carabiniere.

Poco dopo l’operazione, però, il dubbio di essere stato raggirato ha iniziato a farsi strada. Senza perdere tempo, l’uomo si è rivolto ai veri Carabinieri della Stazione di Parma Oltretorrente per raccontare l’accaduto.

La tempestività nella denuncia è stata determinante. I militari hanno immediatamente avviato le indagini, sviluppate su un doppio binario: da un lato l’acquisizione degli elementi investigativi finalizzati all’identificazione dei responsabili, dall’altro, attraverso una procedura d’urgenza, l’immediato sequestro della somma bonificata.

Proprio questa procedura, condivisa e ratificata dall’Autorità giudiziaria parmigiana, ha consentito di congelare il conto corrente sul quale era transitato il denaro provento della truffa.

Si è trattato di un’operazione non scontata, che richiede precisi requisiti, professionalità e tempestività operativa. I 5.400 euro sono stati bloccati pochi istanti prima che venissero prelevati o trasferiti verso conti esteri.

Gli accertamenti hanno permesso di risalire al titolare del rapporto bancario, ritenuto coinvolto nella vicenda: un 35enne italiano, residente fuori regione e già gravato da precedenti di polizia per reati anche specifici, che è stato denunciato all’Autorità giudiziaria.

Il denaro recuperato, al termine dell’iter previsto, sarà restituito alla vittima.

Le truffe rappresentano un fenomeno molto diffuso e colpiscono soprattutto le persone anziane o fragili, lasciando spesso segni profondi. Oltre al danno economico e al trauma psicologico, le vittime subiscono anche un forte senso di colpa per essere state raggirate. I truffatori sfruttano proprio la vulnerabilità emotiva e fisica degli anziani per conquistarne la fiducia con i metodi più disparati.

I Carabinieri raccomandano la massima prudenza in caso di situazioni analoghe e, attraverso il link “Contro le truffe”, invitano i cittadini a non fidarsi delle apparenze e a seguire esclusivamente i consigli delle istituzioni.

Si precisa infine che l’indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto e che la sua posizione sarà valutata dall’Autorità giudiziaria nel corso del procedimento, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.

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