«Gli jugonostalgici colpiscono ancora: a Parma sono state vergate nottetempo scritte negazioniste sulle foibe. È inconcepibile che nel 2026 ci siano ancora personaggi del genere».
È la denuncia del Comitato 10 Febbraio, che condanna le scritte, in italiano e in lingua slava, comparse sui muri di via Martiri delle Foibe, all’angolo con strada Guidorossi, dove ieri si è celebrato il Giorno del Ricordo in memoria degli infoibati e degli esuli dal confine orientale d’Italia.
«È un’offesa gravissima alla città di Parma, agli esuli e alle famiglie degli infoibati – dichiara Paolo Babarelli, commissario provinciale del Comitato 10 Febbraio –. Sono certo che l’amministrazione comunale farà cancellare al più presto le scritte deliranti apparse in via Martiri delle Foibe. Invito le forze autenticamente democratiche, i partiti, i sindacati e le associazioni della città a prendere pubblicamente le distanze da episodi lesivi della dignità umana».

«Da alcune settimane è in atto una vera e propria aggressione al Giorno del Ricordo – dichiara Silvano Olmi, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio –. A Genova, Firenze, Cagliari e sui social si registrano rigurgiti di negazionismo e giustificazionismo. La sinistra estrema ha ormai preso il sopravvento e, senza alcun ritegno, esalta le gesta dei partigiani comunisti slavi che infoibarono 20mila italiani e costrinsero all’esilio 350mila nostri connazionali. Gli aguzzini agli ordini di Tito, inoltre, massacrarono migliaia di loro conterranei, serbi, sloveni, croati e montenegrini. Le foibe – conclude Olmi – sono un crimine non solo contro gli italiani, ma contro l’umanità intera».


