Nuovo scontro politico sulla diga di Vetto e sul futuro della gestione delle risorse idriche in Emilia-Romagna. Le dichiarazioni del consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Paolo Burani, critico sul progetto dell’invaso sull’Enza, accendono la polemica con Fratelli d’Italia, che chiede alla Regione una presa di posizione netta sulla realizzazione dell’opera.
«La Regione Emilia-Romagna condivide le parole di Burani? È questa la posizione degli assessori Mammi e Priolo sulla Diga di Vetto?».
I consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Priamo Bocchi e Alessandro Aragona contestano duramente le parole di Burani, presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità, che ha definito la diga un «errore tecnico, giuridico e strategico». Secondo gli esponenti del partito, si tratta di affermazioni che ignorano «anni di studi, il lavoro degli enti locali e le esigenze di un territorio che soffre ciclicamente crisi idriche».
FdI parla di un «tentativo ideologico» di fermare un’infrastruttura ritenuta strategica per sicurezza idrica, agricoltura, equilibrio ambientale e produzione di energia pulita, sollevando anche una questione politica sul ruolo di Avs nella maggioranza regionale.
I due consiglieri sollevano inoltre un tema politico: «Le perplessità che fin dall’inizio avevamo espresso sull’opportunità di affidare la presidenza della Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità a una forza politica che ha sempre osteggiato l’opera si rivelano oggi, purtroppo, pienamente fondate. In una legislatura decisiva per l’iter di progettazione e realizzazione della Diga di Vetto, il Partito Democratico ha attribuito ad Alleanza Verdi e Sinistra un ruolo tutt’altro che marginale, consentendole di esercitare all’interno della maggioranza un’ambiguità politica evidente».
Bocchi denuncia quella che definisce un’«ambiguità politica», sostenendo che sul territorio si rassicurano cittadini e imprese mentre nelle sedi istituzionali si metterebbe in discussione il progetto. Aragona ribadisce invece l’importanza della nomina di un commissario per guidare l’iter dell’opera, sottraendolo a logiche ideologiche.
I consiglieri chiedono infine alla Giunta regionale e agli assessori competenti di chiarire se la diga di Vetto rappresenti ancora una priorità per la maggioranza, sollecitando una posizione ufficiale sul futuro dell’infrastruttura.


