Carne equina, la rettifica. Bruzzone: “Non ho firmato la legge”. Fregolent ribadisce: “Legge ideologica, Lega sia coerente”

by Tatiana Cogo

In riferimento a quanto riportato nell’articolo sulla macellazione dei cavalli (leggi), Francesco Bruzzone (Lega) ha smentito di aver mai sottoscritto proposte di legge volte a vietare la macellazione della carne equina. Il deputato ha chiarito: “Silvia Fregolent, per quanto non nuova alle attività parlamentari, confonde il mio ruolo di relatore in commissione, con la sottoscrizione della pdl sulla macellazione della carne equina.

Una posizione che dimostra profonda malafede: le proposte arrivate su questo tema, accorpate in commissione, non sono state condivise dalla Lega, meno che mai dal sottoscritto. Sono invece stato nominato dal presidente della commissione Agricoltura come relatore del provvedimento.

Ed essere relatore non significa condividere la proposta di legge, anzi: nelle more del ruolo c’è anche la possibilità di proporre il non passaggio all’esame dell’articolato. Vietare la macellazione delle carni equine, o equiparare i cavalli ad animali di affezione, avrebbe un impatto durissimo sulla nostra filiera produttiva e sugli stessi sport ippici. Una follia ideologica, che non tiene conto delle nostre eccellenze territoriali e delle nostre tradizioni, anche gastronomiche. E come Lega siamo e saremo dalla parte della tutela della nostra storia e della nostra identità”.

La senatrice Silvia Fregolent (Italia Viva) ha invece ribadito la propria contrarietà alla proposta, definendola una legge “ideologica e scollegata dalla realtà dei territori e delle filiere. La Lega chieda il ritiro della proposta: se davvero ritiene che questa norma sia sbagliata, allora chieda a Bruzzone, che ne è relatore, di essere coerente e di convincere i propri alleati a cambiarla.. Le barricate a parole non bastano. Ci si riempie la bocca di sovranità alimentare e poi si prova a cancellare cultura e lavoro dei territori. La carne equina è una filiera legale e controllata: il problema non è difenderla a parole, ma dimostrarlo nei fatti. Alla Lega chiedo meno sceneggiate e più serietà”, conclude.

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