Dopo mesi di lavoro silenzioso e meticoloso, la storia riprende colore. Il Complesso monumentale della Pilotta ha presentato il restauro di Luisa Maria di Berry e Roberto di Borbone, imponente ritratto realizzato nel 1856 da Giulio Carlini, che da oggi torna ad accogliere i visitatori nelle sale della Galleria Nazionale, restituendo alla città uno dei simboli più rappresentativi della Parma ottocentesca.

L’intervento, reso possibile grazie al contributo di Loredana Possentini e Lino Squarza attraverso lo strumento dell’Art Bonus, ha interessato sia la tela sia la preziosa cornice lignea intagliata e dorata, restituendo all’opera la sua piena leggibilità estetica e simbolica. Un recupero che non è solo artistico, ma anche storico e identitario.
«Il restauro restituisce alla Pilotta una delle immagini più emblematiche della ritrattistica ufficiale ottocentesca legata alla corte parmense», ha dichiarato il direttore del Complesso monumentale, Stefano L’Occaso, sottolineando come l’intervento abbia permesso di mettere in sicurezza l’opera e di recuperare la sua qualità formale e il valore istituzionale. «Un sincero ringraziamento – ha aggiunto – va ai donatori che, grazie all’Art Bonus, hanno reso possibile questo risultato».

Il dipinto raffigura Luisa Maria di Borbone, ultima reggente degli Stati Parmensi, insieme al figlio Roberto I, ed è concepito come un solenne ritratto ufficiale di Stato. La mano di Carlini, artista veneziano formatosi all’Accademia di Venezia, emerge nella resa minuziosa degli abiti, dei tessuti e delle insegne dinastiche: dal manto ricamato e foderato d’ermellino della duchessa alle decorazioni che ornano il giovane erede.
L’opera, esposta nel 1856 all’Accademia di Venezia ma firmata a Parma, testimonia il legame dell’artista con la corte parmense e il ruolo politico della duchessa, rappresentata attraverso un’impostazione monumentale e una ricca simbologia dinastica.

Il restauro della tela, curato dal Laboratorio degli Angeli di Bologna, ha previsto la messa in sicurezza della pellicola pittorica, una pulitura a secco per ridurre l’ingiallimento della superficie e il consolidamento del supporto originale. Particolarmente complesso anche l’intervento sulla cornice, affidato ai Restauratori Associati di Bosco di Scandiano, che ha richiesto consolidamenti strutturali, trattamenti antitarlo, reintegrazione delle parti mancanti e un delicato ridimensionamento per adattarla correttamente alla tela.
L’intervento si è concluso con la doratura a foglia d’oro, la brunitura e la patinatura finale, restituendo al dipinto la sua solennità originaria.

Con questo restauro, la Pilotta non solo recupera un capolavoro dell’arte ufficiale ottocentesca, ma riafferma il proprio ruolo di custode della memoria storica e artistica di Parma, riportando sotto gli occhi del pubblico un’immagine che racconta potere, storia e bellezza.



