A Parma la cooperazione sociale investe e innova. La cooperativa Cabiria, attiva da oltre 35 anni sul territorio, chiude il 2025 con nuovi progetti, riorganizzazioni interne e un rafforzamento dei servizi, puntando su inclusione lavorativa e salute mentale.
«È stato un anno cruciale», spiega il presidente Giovanni Piancastelli. Dopo il periodo post-Covid, la cooperativa ha avviato un piano di rilancio che negli ultimi quattro anni ha portato all’acquisto e alla ristrutturazione di una nuova sede secondo criteri di sostenibilità energetica, alla revisione dei cicli amministrativi e produttivi e all’aggiornamento dell’offerta per le imprese. Parallelamente, sono stati potenziati gli spazi e gli strumenti dedicati ai percorsi di riabilitazione in salute mentale.
Tra i progetti simbolo c’è il Polo culturale Mental Pot, in via Catullo 12: uno spazio ideato, finanziato e gestito interamente da Cabiria, che propone laboratori creativi e attività aperte sia alle persone seguite nei percorsi riabilitativi sia alla cittadinanza. Un presidio sociale che si affianca all’appartamento residenziale di via Cocconcelli, in Oltretorrente, e al nuovo progetto sperimentale di co-housing: un appartamento condiviso tra una persona in carico ai servizi e uno studente di psicologia dell’Università di Parma, con l’obiettivo di favorire autonomia, integrazione nei quartieri e superamento dello stigma. Il progetto coinvolge anche l’Università di Parma e Acer.
Sempre sul fronte della salute mentale è nato “ESP – Prospettive”, cortometraggio realizzato dal Laboratorio Video Ferri Corti della cooperativa e presentato al Cinema D’Azeglio durante la Giornata della Salute Mentale 2025. Il lavoro racconta il ruolo degli “esperti di supporto tra pari”, persone che hanno vissuto l’esperienza della malattia mentale e affiancano altri utenti nei percorsi di recupero.
Importanti novità anche nell’area dei servizi: nel 2025 Cabiria ha investito nel personale e riorganizzato il reparto commerciale, completando una revisione del ciclo produttivo avviata negli anni precedenti. L’agenzia di comunicazione amplia le competenze, dallo sviluppo digitale al web marketing, fino all’advertising tradizionale. Cresce anche il settore Verde e Ambiente, con l’estensione del comparto pulizie e nuove opportunità di lavoro per persone fragili.
Guardando al 2026, la cooperativa punta su una specializzazione nel campo della stampa: accanto alla fisiologica contrazione del mercato tradizionale e alla concorrenza dei grandi operatori online, Cabiria apre un catalogo dedicato al grande formato, alle adesivizzazioni e agli allestimenti grafici per strutture e mezzi. Un’evoluzione che mira a consolidare i posti di lavoro esistenti e a crearne di nuovi, con competenze tecniche specifiche.
Sul piano organizzativo, è stato avviato anche il percorso per ottenere la certificazione di genere, dopo le certificazioni di qualità già conseguite negli anni.
«Non è semplice tenere insieme tutte queste direttrici di sviluppo – sottolinea Piancastelli – ma la forza di Cabiria sta in un progetto unitario: essere un’impresa sociale che offre servizi evoluti al mercato pubblico e privato e, allo stesso tempo, crea lavoro e percorsi di autonomia per persone svantaggiate». Un modello che intreccia valore economico e impatto sociale, nel solco della tradizione cooperativa parmigiana.
Tommaso Villani


