Un ordinario controllo alla circolazione stradale si è trasformato in una complessa operazione antibracconaggio, confermando l’efficacia della rete di controllo dell’Arma dei Carabinieri e la sinergia operativa tra la linea territoriale e la specialità Forestale, a tutela della sicurezza e dell’ambiente.
Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Pellegrino Parmense hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Parma quattro uomini — un 67enne, due 56enni e un 38enne — tutti cittadini italiani residenti fuori provincia, ritenuti, in concorso tra loro, presunti responsabili di trasporto di armi cariche, abbattimento e cattura di fauna selvatica mediante l’utilizzo di mezzi vietati.
L’episodio risale alla notte del 5 febbraio, intorno alle ore 23, in località Castellaro di Pellegrino. Durante un servizio di pattuglia in una zona isolata, recentemente interessata da reati predatori, i militari hanno fermato un furgone che procedeva con atteggiamento sospetto. A bordo del mezzo viaggiavano i quattro uomini, provenienti dal nord Italia.
L’orario notturno, il contesto isolato e le risposte vaghe fornite dagli occupanti circa la loro presenza nella zona hanno indotto i Carabinieri ad approfondire i controlli. L’ispezione del veicolo ha portato a una scoperta inquietante: all’interno di grossi contenitori di plastica erano state stipate cinque carcasse di caprioli abbattuti da poco.
Ulteriori accertamenti all’interno dell’abitacolo hanno evidenziato una situazione di grave pericolo per la sicurezza pubblica. Sui sedili posteriori è stata rinvenuta una carabina calibro .308 Winchester, dotata di ottica termica — strumentazione il cui utilizzo è severamente regolamentato — trovata con la bascula aperta ma con il colpo in canna, pronta all’uso. Accanto all’arma erano presenti anche un grosso coltello da caccia e munizionamento aggiuntivo.
L’intervento è proseguito con il supporto specialistico dei Carabinieri Forestali di Salsomaggiore, che hanno consentito di ricostruire la dinamica dei fatti. Dalle verifiche è emerso che, sebbene uno dei fermati fosse in possesso di regolare licenza di caccia, l’attività sarebbe stata svolta in totale violazione della normativa vigente: abbattimenti effettuati in orari non consentiti, al di fuori del calendario venatorio e con l’impiego di dispositivi vietati, aggravati dal trasporto di armi cariche all’interno del veicolo.
Gli accertamenti hanno portato al sequestro penale della carabina, dell’ottica termica, delle munizioni e del coltello. Le carcasse degli animali sono state affidate all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per i necessari esami autoptici.
I quattro uomini sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria e dovranno rispondere delle gravi violazioni contestate. Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: la loro responsabilità sarà valutata nel corso del procedimento giudiziario e potrà essere definitivamente accertata solo con una sentenza di condanna passata in giudicato.


