Mese dopo mese ci stiamo avvicinando al 2027, l’anno delle elezioni comunali di Parma.
Il candidato del centrosinistra è scontato, inevitabile, financo salvifico: Michele Guerra. Con la sua capacità di fare sintesi e qualità intellettuali uniche in città, non riesce a nascondere, ma riesce a sopperire ad alcuni limiti della sua giunta comunale. Guerra è il grande favorito alle prossime elezioni, che per l’80% dei casi si concludono con la riconferma del sindaco uscente avvantaggiato da cinque anni di notorietà, relazioni, risultati.
Guerra mi ricorda Erasmo da Rotterdam, uno dei più grandi intellettuali d’Europa, rispettato da tutti, critico senza essere distruttivo, ponte tra mondi opposti (Chiesa, riformatori, umanisti, potere).
Il pericolo che oggi appare più insidioso per Guerra è la consigliera comunale di Civiltà Parmigiana, Federica Ubaldi, promotrice di Chiama Parma. Moderata, senza macchia, con le idee chiare, donna, con un cognome pesante, il più evocativo possibile. Il suo grosso problema è come conciliare una candidatura civica con l’eventuale appoggio dei partiti di centrodestra. Per provare a vincere in una città tradizionalmente di centrosinistra come Parma (contro un sindaco che porta un valore aggiunto) Ubaldi dovrà riuscire a creare uno schema politico nuovo, che metta il civismo alla testa. Operazione già di per sè difficile, resa ancora più complessa dal probabile voto contestuale con le elezioni politiche nelle quali i partiti saranno chiamati a tirare fuori le proprie bandiere, non ad ammainarle.
Ubaldi mi ricorda Giovanna d’Arco, la giovane che deve dimostrare tutto in una sfida in salita, donna in un mondo maschile, chiamata a “guidare” senza essere ancora riconosciuta pienamente, molto osservata, molto giudicata. O vince la battaglia, o viene bruciata sul rogo.
Un’altra candidatura, più divisiva, potrebbe essere quella di Pietro Vignali, già sindaco di un’esperienza travagliata, battuto da Guerra alle comunali del 2022, vincitore alle regionali 2024. Mi sovviene Napoleone all’Elba, mai rassegnato, mai davvero fuori scena, convinto di potercela ancora fare. Ogni mossa sembra un tentativo di “ritorno”. Ma credo che alla fine Vignali proverà a candidarsi alle politiche nel collegio di Parma. E’ la sua grande occasione. Non sarà facile, ma lui ce la metterà tutta, come ha sempre fatto.
Un altro nome che circola è quello del giovane Tommaso Moroni Zucchi, super imprenditore e referente di Missione Parma. Mi fa venire in mente Lorenzo de’ Medici giovane, ricco, influente, bene inserito. Zucchi è in questa fase: potenziale alto, tempo davanti. Un principe in apprendistato. Credo sia ancora presto per il suo turno.
Nei corridoi si sente pronunciare anche il nome di Nicola Cesari, attuale sindaco “sceriffo” di Sorbolo Mezzani eletto con più del 70% all’interno di una coalizione di centrosinistra, ma che alle ultime provinciali ha già dato prova di non sentirsi vincolato alle logiche di schieramento, candidandosi contro il candidato ufficiale del Pd Alessandro Fadda.
Cesari mi ricorda Giulio Cesare prima del Rubicone: amatissimo dal popolo, forte sul territorio, non allineato, indeciso se sfidare il sistema. Cesari è in quel momento: restare sindaco potente o puntare più in alto? Dal paese alla città, attraversando l’Enza, se ne è capace. Secondo me un pensierino ce lo sta facendo.
Chi saprà leggere il tempo e interpretare le sfide della città vincerà le elezioni.
Perché nella storia, come nella politica, non sempre vince il più preparato. Vince chi osa, chi unisce, chi sogna, facendo della propria visione il destino di tutti.
Andrea Marsiletti

