All’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma è stato eseguito per la prima volta un intervento di cistectomia radicale con tecnica robotica, segnando un traguardo di grande rilievo per la sanità del territorio. Un risultato reso possibile grazie a elevate competenze cliniche e a investimenti tecnologici che permettono di offrire cure sempre più efficaci, sicure e allineate ai migliori standard nazionali e internazionali.
La cistectomia radicale è l’intervento di riferimento per i tumori infiltranti della vescica e comporta l’asportazione completa dell’organo, seguita dalla ricostruzione delle vie urinarie. Si tratta di una delle procedure più complesse in ambito urologico, sia per la difficoltà tecnica sia per la delicatezza delle strutture anatomiche coinvolte.
«Portare a Parma la cistectomia radicale robotica significa ampliare l’offerta di chirurgia ad alta complessità per i nostri pazienti e rafforzare il ruolo della nostra struttura», sottolinea Umberto Vittorio Maestroni, direttore dell’unità operativa di Urologia.
L’impiego della chirurgia robotica rappresenta un decisivo passo in avanti: grazie alla visione tridimensionale ad alta definizione e alla straordinaria precisione dei movimenti, l’intervento viene eseguito con un approccio mini-invasivo che si traduce in riduzione del dolore post-operatorio, minor rischio di complicanze e tempi di recupero più rapidi, con un ritorno anticipato alle normali attività quotidiane e un impatto positivo sulla qualità di vita già nelle prime settimane dopo l’operazione.
L’Urologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma utilizza il robot chirurgico da oltre sei anni, con risultati consolidati nel trattamento dei tumori della prostata e del rene e in alcune patologie funzionali. L’estensione della tecnica robotica alla cistectomia radicale rappresenta quindi un’evoluzione naturale di un percorso già avviato.
«Un risultato che coniuga assistenza, ricerca e formazione – conclude Maestroni – frutto del lavoro di un’équipe multidisciplinare che, oltre all’Urologia, coinvolge l’Unità operativa di 2ª Anestesia e Rianimazione diretta dalla professoressa Elena Bignami, insieme a infermieri e personale tecnico e sanitario altamente specializzati».



