In risposta alle accuse dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Priamo Bocchi e Alessandro Aragona, che avevano definito “parole deliranti” quelle del presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità Paolo Burani sul progetto della diga di Vetto (leggi qui l’articolo), il consigliere ribadisce la necessità di rispettare il percorso pubblico e partecipato previsto dalla legge, raccogliendo oltre 200 osservazioni tecniche da associazioni, enti, comuni, geologi e soggetti istituzionali.
Burani sottolinea che Fratelli d’Italia sta disconoscendo un percorso pubblico e partecipato previsto dalla legge, che ha raccolto oltre 200 osservazioni tecniche da associazioni, enti, comuni, geologi e soggetti istituzionali, compresi enti partecipati della Regione. «Le criticità del Docfap non sono opinioni: frane non adeguatamente valutate, impatti su Natura 2000, rischio di violazioni europee, problemi di compatibilità con il principio Dnsh e alternative scartate senza analisi comparativa», afferma Burani.
Secondo il presidente della Commissione, non si tratta di un conflitto tra “sviluppo” e “ambientalismo”, ma di garantire rigore tecnico, sicurezza idrica e trasparenza nell’utilizzo di fondi pubblici. L’opera, tra le più costose degli ultimi cento anni in Emilia-Romagna, ha già visto la spesa di 380 mila euro e non può essere liquidata come “strategica” senza affrontare seriamente i nodi tecnici, giuridici e ambientali.
Burani critica inoltre il metodo politico di Fratelli d’Italia, che – secondo lui – rischia di replicare l’approccio del Ponte sullo Stretto, con dichiarazioni roboanti, slogan e accelerazioni senza basi tecniche solide. «Non siamo qui a tifare per un’opera o trasformarla in una bandiera identitaria. Il pluralismo istituzionale è una ricchezza: la Commissione non è un ufficio stampa dell’esecutivo, ma un luogo di confronto», conclude il consigliere.
La risposta evidenzia come la gestione della diga di Vetto debba essere guidata da rigore tecnico e partecipazione, non da propaganda politica, e ribadisce l’importanza di leggere e affrontare le osservazioni raccolte prima di prendere decisioni definitive sull’infrastruttura.


