Diga di Vetto, il MIT: “E’ un’opera fondamentale. Consegnata relazione conclusiva del Dibattito Pubblico”. I commenti di Cavandoli, Fiazza e Occhi

by Andrea Marsiletti

Prosegue con attenzione costante da parte del Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini l’iter per la realizzazione della Diga di Vetto, infrastruttura strategica per la sicurezza idrica della Val d’Enza e dell’Emilia-Romagna.

Salvini sta infatti seguendo personalmente il dossier per assicurare ai cittadini del territorio una risposta concreta e definitiva dopo decenni di attese.

Ieri è stata consegnata alla Stazione Appaltante la relazione conclusiva del Dibattito Pubblico, ora oggetto di analisi nell’ambito del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP).

Il documento costituisce una base tecnica importante per i successivi passaggi amministrativi e progettuali.

La relazione conclusiva rappresenta una base conoscitiva utile per le successive fasi di progettazione e valutazione tecnica, che saranno condotte nelle sedi istituzionali competenti, nel rispetto delle procedure previste e in coordinamento con le amministrazioni coinvolte.

Nel prosieguo dell’iter progettuale sono previste l’acquisizione della Relazione tecnica non vincolante della Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche, l’approvazione definitiva del DOCFAP da parte del Commissario straordinario d’intesa con la Regione Emilia-Romagna e la definizione degli indirizzi progettuali nel Documento di Indirizzo alla Progettazione, propedeutico al Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica.

Il MIT conferma la massima attenzione su tempi e coperture finanziarie, con l’obiettivo di imprimere un’accelerazione decisiva a un’opera fondamentale per garantire approvvigionamento idrico stabile, sicurezza del territorio e sviluppo economico.


“Siamo davanti a un’accelerazione tangibile, che trasforma oltre un secolo di parole in un percorso amministrativo solido e trasparente per la realizzazione della Diga di Vetto.

Ringrazio il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’attenzione costante che sta rivolgendo al progetto e il ministro Salvini che ha dato il via all’iter, per avere colto fin dal primo momento le plurime potenzialità dell’invaso, oltre che la necessità imprescindibile per la sicurezza idrica della Val d’Enza.

Il fatto che il Ministro stia seguendo personalmente il dossier conferma quanto il Governo consideri questa infrastruttura una priorità strategica nazionale, fondamentale per dare una risposta concreta ai cittadini dopo decenni di attese.

In sede parlamentare continuerò a vigilare con la massima attenzione affinché il cronoprogramma venga rispettato. Non stiamo parlando solo di un’opera idraulica, ma di garantire un approvvigionamento idrico stabile, la mitigazione del rischio idrogeologico e una nuova prospettiva di sviluppo economico per le nostre imprese e i nostri agricoltori”.

Così l’on. Laura Cavandoli, deputata della Lega eletta a Parma e Reggio Emilia, a margine delle dichiarazioni del Mit relative all’iter della Diga di Vetto.

“È necessario riportare il dibattito sulla Diga di Vetto nel perimetro della realtà e della concretezza, allontanandolo da certe ricostruzioni fantasiose che servono solo a chi cerca una visibilità politica immediata a scapito degli interessi del territorio. Se oggi finalmente parliamo di un’opera che sta compiendo passi avanti significativi, lo dobbiamo esclusivamente alla volontà politica della Lega e all’impegno del Ministro Matteo Salvini, che ha sbloccato una situazione di stallo che durava da decenni, e alla compattezza convinta di tutto il centrodestra. Definire questa infrastruttura ‘un errore tecnico o strategico’ non è solo una miopia politica, ma significa ignorare le reali necessità di un intero comparto produttivo e la sicurezza idrogeologica della Val d’Enza”.

Così il capogruppo della Lega in Regione, Tommaso Fiazza, commenta le dichiarazioni apparse sulla stampa in merito al progetto della diga di Vetto.

“In questa fase è fondamentale chiarire che non esistono barricate ideologiche invalicabili all’interno della Giunta regionale. Il confronto è costante e proficuo e a livello operativo non riscontriamo opposizioni di massima all’opera, segno che la necessità dell’invaso è ormai riconosciuta anche dai vertici dell’Ente. Alcune dichiarazioni contrarie che arrivano da una piccola minoranza in Assemblea legislativa vanno lette esclusivamente come un tentativo di certi esponenti di dare voce al proprio elettorato di riferimento, ma non spostano di un millimetro la realtà dei fatti: la Regione ha ufficialmente chiesto i fondi del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali nel Settore Idrico per far partire il Progetto di fattibilità tecnica ed economica, segno che la direzione è ormai tracciata. Ringrazio il Commissario straordinario del MIT Stefano Orlandini per la serietà e l’alto livello della proposta tecnica che sta portando avanti, dimostrando una conoscenza profonda della storia dell’invaso e delle sue reali potenzialità”.

“Anche sui numeri relativi alla partecipazione pubblica – aggiunge Emiliano Occhi, responsabile regionale del dipartimento Energia della Lega – è bene fare chiarezza per evitare che si diffondano notizie distorte. Non sono affatto duecento le osservazioni pervenute durante il dibattito, come sbandierato da chi vorrebbe accreditare un’opposizione di massa che non esiste, ma ne sono arrivate quarantasei. Tra queste, molte sono dichiaratamente a favore della realizzazione dell’opera, a dimostrazione del fatto che il territorio ha sete di risposte concrete e non di slogan. Ora la nostra attenzione è massima affinché i finanziamenti necessari arrivino tempestivamente: non permetteremo che lungaggini o intoppi burocratici diventino un pretesto per fermare un percorso che la Lega ha faticosamente rimesso in moto nell’interesse esclusivo dei nostri agricoltori, delle imprese e della sicurezza ambientale”.

“Chi continua a ostacolare questo iter, parlando di ‘errori strategici’, si assume la responsabilità di remare contro il futuro di Parma e Reggio Emilia – concludono gli esponenti leghisti -, ma noi continueremo a presidiare ogni tavolo tecnico e istituzionale perché questa infrastruttura fondamentale veda finalmente la luce, lontano dalle polemiche di chi preferisce il pregiudizio alla responsabilità amministrativa”.

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