“Il dimensionamento scolastico è stato imposto dal Governo. A seguito del commissariamento della Regione Emilia-Romagna, da parte del Consiglio dei ministri, non c’è stato alcun margine di trattativa sul tema. Come Provincia e, in generale come territorio Parmense, non abbiamo potuto far altro che prendere atto di quanto è stato deciso, una scelta alla quale ci siamo sempre opposti insieme alla Regione”.
Il presidente della Provincia di Parma e sindaco di Torrile Alessandro Fadda – insieme alla vicesindaca di Torrile con delega alla Scuola, Maura Monica – ha incontrato i rappresentanti sindacali Salvatore Barbera(segretario generale Flc-Cgil Parma); Tamara Campanile (segretaria Flc-Cgil Parma); Gianmarco Negri(segretario generale Uil Scuola); Paola Votto (segreteria generale Cisl Scuola Parma e Piacenza); Salvatore Pizzo (coordinatore Gilda) e Simone Canni (Rsu Snals).
Al centro del confronto il dimensionamento scolastico che ha portato alla soppressione della direzione didattica di via Fratelli Bandiera a Parma e all’accorpamento tra gli istituti comprensivi di Torrile e Sissa Trecasali nella Bassa.
“Il quadro attuale – spiega Fadda – è il frutto di una politica di tagli, adottata dal Governo. Una politica che penalizza, ingiustamente, un territorio come il Parmense dove, come ribadito più volte in queste settimane, la popolazione scolastica è in crescita: parliamo, infatti, di 700 iscritti in più nel solo anno scolastico 2025-2026 rispetto all’anno precedente nelle scuole di Parma e provincia. Leggendo il decreto è emerso come il commissario, nominato dal Governo, abbia seguito quelle che erano le linee guida della delibera regionale del 2023 per una riduzione delle direzioni didattiche, per la salvaguardia delle aree montane e per evitare di creare istituti con numeri eccessivamente grandi. L’apprensione delle ultime settimane negli istituti interessati dai provvedimenti– aggiunge Fadda – è del tutto legittima e comprensibile. Noi come Provincia e come comuni non abbiamo avuto, purtroppo, alcuna voce in capitolo, rispetto a queste decisioni”.
“Subiamo questo taglio per una precisa scelta del governo – dichiarano i sindacati -. La decisione è stata presa in tempi veloci senza alcuna condivisione. Siamo molto preoccupati per il mantenimento dei livelli occupazionali. Il taglio delle autonomie scolastiche è un provvedimento che complica l’erogazione dell’offerta formativa e pregiudica i servizi di inclusione, sicurezza e vigilanza da parte delle scuole. Il dimensionamento comporterà una perdita di posti in organico di diritto sui collaboratori scolastici ed amministrativi: questo significa meno personale per garantire la sicurezza, la pulizia e la vigilanza e, soprattutto, comporterà maggiori difficoltà nell’attività di due istituti, Sissa Trecasali e Torrile, che hanno sempre garantito, nei loro territori, diritti costituzionali come l’inclusione e la formazione ed un’offerta formativa di primo livello. Il taglio delle autonomie scolastiche è un impoverimento per tutto il territorio, per le famiglie e per l’identità stessa delle scuole impegnate in varie progettualità, tra le quali quelle legate al Pnrr. Combatteremo affinché le scuole possano continuare ad operare, con i giusti organici, in futuro. Chiediamo all’Ufficio di ambito territoriale di impegnarsi per recuperare in organico di fatto, il taglio dei posti che si avrà in organico di diritto. Chiediamo, inoltre, alle istituzioni di valutare un eventuale mandato esplorativo ad uno studio legale per impugnare il decreto commissariale”.


