Nel 2026 l’economia di Parma si conferma solida, con pil e occupazione in crescita nonostante alcune criticità in specifici settori produttivi. È quanto emerge dalle analisi della Camera di commercio dell’Emilia sui dati previsionali elaborati dall’Osservatorio Prometeia.
Secondo le stime, il prodotto interno lordo parmense registrerà un incremento dello 0,7%, un dato sostanzialmente in linea con quello regionale (+0,8%) e identico alla previsione nazionale. A sostenere la crescita sarà soprattutto il comparto dei servizi, per il quale si prevede un aumento dell’1% nel 2026 e dell’1,1% nel 2027.
Andamento positivo, seppur più contenuto, anche per l’industria, la cui produzione dovrebbe crescere dello 0,3% quest’anno e dello 0,6% nel 2027. Segnali meno favorevoli arrivano invece dalle costruzioni, attese in lieve calo (-0,1% nel 2026 e -3,9% nel 2027), e dall’agricoltura, per cui si prevede una flessione dello 0,8% quest’anno e del 3,3% l’anno successivo.
Sul fronte del commercio internazionale, dopo risultati in controtendenza nel 2025 rispetto al calo regionale, le esportazioni dovrebbero registrare una diminuzione dell’1,1% nel 2026, con una successiva ripresa nel 2027.
Secondo il vicepresidente della Camera di commercio dell’Emilia, Vittorio Dall’Aglio, si tratta in gran parte di dinamiche di assestamento. In particolare, per l’agricoltura si prevede una fase di rallentamento dopo i risultati molto positivi degli ultimi anni, soprattutto per il mercato del Parmigiano Reggiano, che ha contribuito in modo significativo alla crescita delle esportazioni e potrebbe beneficiare dell’apertura di nuovi mercati.
Dall’Aglio evidenzia inoltre come, escluso il comparto delle costruzioni — influenzato negli anni scorsi dagli effetti del superbonus — le previsioni confermino la solidità dell’economia parmense, sostenuta anche dagli andamenti favorevoli dell’occupazione e del reddito delle famiglie.
Per il 2026 è infatti atteso un aumento dell’occupazione dell’1,1%, con un ulteriore incremento dello 0,9% nel 2027. Il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere dal 4% al 3,6% quest’anno, fino al 3,4% nel 2027, mentre il reddito delle famiglie è previsto in crescita del 3,2% nel 2026 e del 2,9% l’anno successivo.
Sul piano economico resta però centrale il tema dell’inflazione. Secondo il vicepresidente sarà necessario monitorare la dinamica dei prezzi per evitare un’erosione del potere d’acquisto e consolidare il trend positivo del mercato del lavoro. In questo contesto, il tasso di attività — cioè il rapporto tra occupati e popolazione in età lavorativa — dovrebbe raggiungere il 76,5%, superando di due punti la media regionale e di circa dieci punti quella nazionale.
Un segnale che, secondo Dall’Aglio, testimonia la vitalità del sistema economico locale e che potrebbe rafforzarsi ulteriormente grazie a misure attese dalle imprese, in particolare sulla riduzione dei costi energetici e sul sostegno alle esportazioni.



