Una risposta in pochi secondi può salvare una vita. È da questo principio che nasce il lavoro quotidiano della Centrale numero unico europeo 112 di Parma, che nel suo primo anno di attività ha gestito oltre un milione e duecentomila chiamate di emergenza.
In occasione della Giornata europea del Numero Unico di Emergenza 112, la struttura ha aperto le porte ai cittadini, mostrando da vicino il funzionamento di un sistema cruciale per la sicurezza e la salute pubblica.
Attiva dal 21 gennaio dello scorso anno, la Centrale Unica di Risposta di Parma gestisce circa tremila chiamate al giorno provenienti dai territori di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena. Il servizio, garantito da 45 operatori attivi 24 ore su 24, coordina gli interventi di Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Soccorso sanitario e Guardia costiera.
Il bilancio del primo anno è più che positivo: oltre 1,2 milioni di telefonate prese in carico e tempi medi di attesa di appena 4,5 secondi.

«Abbiamo promosso questa giornata con l’obiettivo di far conoscere ai cittadini il servizio e i suoi vantaggi», ha spiegato Antonio Pastori, coordinatore della rete regionale dell’emergenza 118 e 112.
Il numero unico di emergenza rappresenta oggi uno strumento fondamentale nella gestione degli interventi, anche in ambito sanitario. Come ha sottolineato il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e commissario straordinario Ausl, Anselmo Campagna, il sistema consente una localizzazione più precisa del luogo dell’evento grazie alle nuove tecnologie, migliorando l’efficacia dei soccorsi.
Si tratta di un elemento decisivo soprattutto nelle emergenze tempo-dipendenti, dove ogni minuto può fare la differenza nella catena della sopravvivenza. Il 112 costituisce infatti un punto di integrazione tra tecnologia, operatori e servizi di emergenza, garantendo risposte sempre più rapide ed efficaci.
La Centrale di Parma serve un bacino di circa due milioni di persone nelle province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Modena. Il sistema filtra le chiamate inappropriate o risolvibili direttamente dall’operatore, alleggerendo il lavoro delle sale operative specializzate e migliorando l’efficienza complessiva del soccorso.
Componendo qualsiasi numero di emergenza — 112, 113, 115 o 118 — il cittadino entra in contatto con la Centrale unica di risposta, che localizza immediatamente chi chiama, attiva se necessario un servizio di traduzione multilingue e trasmette le informazioni agli enti competenti. Nei casi più complessi possono essere attivati contemporaneamente più servizi, aumentando rapidità ed efficacia degli interventi.
Dopo la presa in carico, le segnalazioni vengono inoltrate alle 57 centrali di secondo livello presenti sul territorio regionale e, se necessario, alle altre centrali italiane. Tutti i dati relativi alle chiamate e agli eventi vengono registrati, garantendo tracciabilità e coordinamento.
L’apertura ai cittadini ha offerto l’occasione per conoscere da vicino un sistema spesso invisibile ma essenziale: una rete complessa che opera in sinergia per tutelare la salute e la sicurezza pubblica.


