Una dibattito vivace e contrastato ha animato l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna sulla nuova classificazione dei comuni montani. Tra numeri, risorse e visioni divergenti sul futuro dell’Appennino, l’aula ha approvato la risoluzione di maggioranza, mentre è stata respinta la proposta di Fratelli d’Italia a sostegno delle scelte del governo. La montagna torna così al centro della politica regionale, tra esigenze concrete dei territori e polemiche sulle scelte dello stato.
Con i voti di Pd, Avs, Civici e M5s, l’Assemblea legislativa ha approvato una risoluzione che impegna la Giunta regionale a contrastare gli effetti della legge nazionale che ridefinisce i criteri per il riconoscimento dei comuni montani e a valutare un aumento delle risorse per i Comuni dell’Emilia-Romagna.
L’assessore Davide Baruffi ha illustrato l’informativa sulla normativa Calderoli, confermando l’intenzione della Regione di rivedere la legge regionale sulla montagna per tutelare i Comuni esclusi dalla nuova classificazione nazionale. «La montagna e le aree interne devono essere governate con politiche capaci di tenere insieme i territori – ha sottolineato il consigliere regionale Pd Andrea Daffadà –. Ridisegnare la montanità solo in base a parametri geomorfologici significa ignorare le fragilità reali dell’Appennino: invecchiamento, accesso ai servizi, minori opportunità di lavoro, vincoli ambientali e rischio idrogeologico».
Il voto contrario del centrodestra, invece, ha respinto l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia, che chiedeva alla Regione di sostenere il governo Meloni, collaborare all’attuazione della legge e predisporre un piano straordinario per lo sviluppo dell’Appennino con obiettivi misurabili. Il consigliere regionale della Lega Tommaso Fiazza ha definito il dibattito «surreale», accusando il centrosinistra di criticare le scelte del governo nonostante, secondo lui, in passato abbia tagliato servizi essenziali in montagna. «Il ministro Calderoli ha finalmente messo mano a una normativa che valorizza i territori con incentivi concreti – ha dichiarato Fiazza –. Credito d’imposta per la prima casa, sostegno alle scuole di montagna e incentivi per le imprese locali sono strumenti concreti a favore di chi vive sui monti ogni giorno».
La risoluzione approvata impegna la Giunta a chiedere una valutazione seria degli impatti della legge Calderoli, a rafforzare il modello regionale di politiche per la montagna e a individuare ulteriori fonti di sostegno tramite Aree Interne e Piano degli Investimenti. La Regione Emilia-Romagna ribadisce che la montagna è una priorità strategica e non un capitolo marginale, con l’obiettivo di garantire sostegno a tutti i Comuni, senza lasciare indietro nessuno.


