129 morti e oltre 11 mila feriti in un solo anno. Sono i numeri che raccontano l’emergenza sicurezza stradale in Emilia-Romagna nella fascia d’età tra i 30 e i 64 anni, quella più esposta agli incidenti legati agli spostamenti quotidiani per lavoro. A Parma il bilancio è pesante: 11 vittime e 900 feriti nel 2024, dati che confermano come il tragitto casa-lavoro resti uno dei momenti più rischiosi della giornata.
È partendo da questi numeri che oggi, a Castelfranco Emilia, ha fatto tappa la campagna regionale “Sulla strada: stop al passato. Sii presente. Vivi il futuro”, promossa dall’Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale insieme alla Regione Emilia-Romagna. Un’iniziativa che punta a ridurre gli incidenti in itinere, cresciuti del 10% negli esiti mortali nel 2024 rispetto al 2023.
Secondo i dati Inail, le denunce per infortuni in itinere sono salite da 10.468 nel 2023 a 10.900 nel 2024, con 23 morti. E il trend non accenna a fermarsi: i dati provvisori del 2025 parlano già di 10.915 denunce e 24 decessi. Una crescita silenziosa, che si consuma ogni giorno sulle strade percorse da lavoratrici e lavoratori.
Il dato provinciale di Parma si inserisce in un quadro regionale preoccupante: Bologna conta 27 morti, Modena 15, Ravenna 20, Forlì-Cesena 15. Ma è proprio Parma, con i suoi 11 morti e 900 feriti, a mostrare quanto la mobilità quotidiana continui a rappresentare un fattore critico per la sicurezza, soprattutto per chi si sposta in auto o in moto.
La campagna è stata presentata nella sede della ditta Borghi, alla presenza dell’assessora regionale alla Mobilità Irene Priolo e del presidente dell’Osservatorio Marco Pollastri, insieme a rappresentanti di aziende, sindacati, associazioni di categoria e sanità pubblica. «Gli incidenti in itinere sono un fenomeno di dimensioni rilevanti – ha spiegato Priolo –. Servono comportamenti responsabili alla guida, ma anche strategie aziendali mirate per ridurre i rischi legati agli spostamenti».
A colpire di più sono gli uomini (83% delle vittime) e chi guida un veicolo: auto, moto e biciclette rappresentano la quasi totalità dei casi mortali. Numeri che raccontano una quotidianità fatta di fretta, stanchezza, distrazione e stress, fattori che trasformano il viaggio verso il lavoro in un pericolo costante.
La campagna si inserisce in un percorso più ampio, che comprende il Manifesto per la sicurezza stradale in itinere e professionale, un patto civico per coinvolgere istituzioni, imprese e cittadini nella costruzione di una cultura della prevenzione. L’obiettivo è chiaro: ridurre i numeri, prima che diventino nuove vite spezzate sulle strade dell’Emilia-Romagna.



