TeoDaily – Il nostro tempo viene spesso descritto usando immagini prese dalla fisica, come i cambiamenti di stato della materia.
Queste immagini servono a rappresentare simbolicamente una società in cui i confini, le regole e le certezze di un tempo sono diventati instabili, soprattutto nella fase più recente del tardocapitalismo.
Quando parliamo di cambiamento di stato della materia, non ci riferiamo alla fisica in senso stretto, ma utilizziamo questa espressione in senso simbolico per illustrare una determinata condizione dell’uomo contemporaneo.
Zygmunt Bauman utilizza l’espressione “società liquida” per descrivere la condizione della modernità contemporanea: una società in cui nulla è duraturo, ma tutto è precario — lavoro, affetti, identità. Lo psicoanalista francese Jacques Lacan, ancor prima, ha illustrato il concetto di “evaporazione del padre”, riferendosi al declino della funzione paterna come autorità simbolica.
Alcuni interpreti contemporanei, come Diego Fusaro, hanno riletto queste categorie in chiave critica nei confronti del capitalismo e della secolarizzazione, parlando di “ateismo liquido” e di “evaporazione del Padre Eterno”. Come conseguenza, si giunge all’“evaporazione del cristianesimo”, in cui mercato e tecnica finiscono per sostituire Dio.
Ma se le figura del Padre e di Dio non se la passano bene, vi sono categorie che sembrano stare ancora peggio.
Per alcune di esse pare addirittura venir meno il principio di identità, fondamento della logica secondo cui A = A.
L’antropologo Marc Augé introduce il concetto di “non-luogo”, ossia spazi di transito e di consumo che non producono identità, relazioni o memoria: zone franche dall’interscambio relazionale, come aeroporti, centri commerciali e fast food.
Infine, le “non-cose”, concetto affrontato dal filosofo Byung-Chul Han, indicano gli oggetti contemporanei usa e getta, effimeri e privi di profondità.
Una società che si muove tra non-luoghi e si circonda di non-cose sembra destinata a un punto di arrivo ultimo: la non-vita. Un esempio lampante e, in certo senso, prodromico è rappresentato dagli hikikomori, ragazzi che si isolano nella propria stanza e incarnano un fenomeno di isolamento sociale volontario.
In una società percepita e rappresentata, nei migliori dei casi, come una somma di strutture ed entità fluide, in cui nulla è solido — o, ancor peggio, nulla sembra davvero essere — appaiono venire meno gli appigli a cui aggrapparsi. Il consumismo esasperato dell’ipermodernità, accompagnato dal flusso continuo di informazioni che ci bombarda costantemente, ha paradossalmente trasformato lo stato della vita, rendendola evanescente.
D’altra parte, le religioni rivelate, con i loro dogmi, i loro libri sacri scritti per uomini e società lontane nel tempo, la loro storia di guerre fratricide e le loro sovrastrutture, non sembrano più essere in grado di fornire risposte adeguate all’uomo del XXI secolo.
Per uscire da questo vortice nichilista, c’è chi si rifugia nella meditazione, chi adotta un approccio mistico, chi auspica una riscoperta del trascendente e chi, infine, si affida al pensiero critico.
Di fronte a questo scenario di dissoluzione del senso, la sfida non sembra consistere in un semplice ritorno nostalgico al passato, né in una cieca adesione alle logiche dell’ipermodernità. Piuttosto, si tratta di interrogare criticamente il presente, recuperando la capacità di pensare il limite, la profondità e la durata. In un mondo liquido, popolato da non-luoghi e non-cose, la possibilità di una vita autentica passa forse dalla ricostruzione di spazi di senso, di relazioni non strumentali e di un tempo sottratto alla pura prestazione.
Solo così la non-vita può smettere di essere l’orizzonte implicito della contemporaneità e tornare a essere ciò che è: una condizione storica, e non un destino inevitabile.
Paolo Mori
- † Gesù e la bambina: “Il Regno dei cieli è tua madre che ti prepara il pane” [dal 5° Vangelo secondo Andrea] (di Andrea Marsiletti)
- † Gesù disse allo storpio: “Non ti guarisco, sei già volto di Dio” [dal 5° Vangelo secondo Andrea] (di Andrea Marsiletti)
- † La storia del profeta Giona (di Jacopo Masini)
- † Il dialogo tra Maria e i Re Magi [dal 5° Vangelo secondo Andrea] (di Andrea Marsiletti)
- † Le contraddizioni dei Vangeli sul Natale sono scelte teologiche precise che proclamano un’unica verità (di Andrea Marsiletti)
- † Luca, l’evangelista storico del Natale (di Stefano Gelati)
- † Il tango, da musica diabolica a musica preferita di Papa Bergoglio (di Paolo Mori)
- Scendere dentro di noi è la vera veglia di Natale (di Andrea Marsiletti)
- Caro Sindaco, caro Vescovo, spegnete quelle luci: un Natale più vero nasce al buio (e nel silenzio) – di Andrea Marsiletti
- † I primi passi di Gesù bambino [dal 5° Vangelo secondo Andrea] (di Andrea Marsiletti)



