Langhirano, anziana raggirata col “finto incidente”: denunciata coppia già indagata in Valtaro

by AndreaMarsiletti2

Nuovi sviluppi nell’attività investigativa dei Carabinieri della Compagnia di Borgo Val di Taro, avviata nell’autunno 2025 e già culminata nella denuncia di un 39enne e di una 32enne residenti in Campania, ritenuti presunti responsabili di truffe aggravate ai danni di anziani della Valtaro.

Nei giorni scorsi, l’Aliquota Operativa ha infatti individuato un ulteriore episodio riconducibile alla stessa coppia: una truffa commessa il 17 settembre scorso ai danni di una donna di 83 anni residente a Langhirano, con la consueta tecnica del cosiddetto “finto incidente”.

Come già emerso nel primo filone d’indagine, i due indagati si sarebbero spacciati telefonicamente per appartenenti all’Arma dei Carabinieri, utilizzando la variante del “finto maresciallo”. In quel contesto erano state truffate una 87enne di Bedonia e una 92enne di Solignano, convinte a consegnare denaro e gioielli con il pretesto di gravi incidenti stradali causati dai loro figli. L’attività investigativa aveva portato al fermo dell’auto dei presunti truffatori, al recupero di parte della refurtiva e al rinvenimento, in un albergo di Parma, di ulteriori beni sottratti. Oltre alle truffe, la coppia era stata denunciata anche per ricettazione ed erroneo convincimento nell’esecuzione di un ordine dell’Autorità.

Il nuovo episodio è emerso grazie a un ulteriore approfondimento investigativo. L’anziana vittima di Langhirano, ancora scossa dall’accaduto, si è presentata presso la locale Stazione dei Carabinieri accompagnata da un familiare, raccontando di essere stata raggirata nella tarda mattinata del 17 settembre.

Secondo il suo racconto, mentre si trovava sola in casa, aveva risposto al citofono a una donna che si era qualificata come avvocato incaricato dai Carabinieri. La donna le avrebbe riferito che il figlio era stato coinvolto in un grave incidente stradale, investendo un pedone, e che si trovava in stato di fermo, rischiando l’arresto. Per rendere credibile la messinscena, la truffatrice conosceva i nomi di battesimo dei figli della vittima e sosteneva che la situazione potesse essere risolta solo con la consegna immediata di denaro o preziosi a titolo di cauzione.

Spaventata e preoccupata per il figlio, l’83enne ha fatto entrare la donna in casa, consegnandole inizialmente 500 euro in contanti. Successivamente, su insistenza della sedicente avvocata, ha raccolto e ceduto anche diversi monili in oro, tra cui collane, bracciali, anelli e orecchini. Nel corso della truffa sarebbe entrato nell’abitazione anche un uomo, presunto complice, la cui presenza è stata notata solo in un secondo momento.

Durante la permanenza nell’appartamento, la donna avrebbe inoltre sollevato la cornetta del telefono fisso, impedendo di fatto all’anziana di ricevere le consuete chiamate dei familiari. I due si sono poi allontanati con un bottino stimato tra i 5.000 e i 6.000 euro.

Solo successivamente la vittima ha compreso di essere stata truffata e si è rivolta ai figli, denunciando poi l’accaduto ai Carabinieri.

Nel corso del nuovo filone investigativo, i militari di Borgo Val di Taro hanno analizzato i tabulati telefonici e i flussi di traffico delle utenze in uso agli indagati, oltre a ricostruire gli spostamenti del veicolo utilizzato tramite i varchi e le telecamere di sicurezza presenti nei territori interessati.

Dall’analisi è emerso che, nella giornata del 17 settembre, le utenze in uso al 39enne e alla 32enne risultavano agganciate alle celle presenti nell’area di Langhirano. Considerata la coincidenza temporale e geografica, i Carabinieri hanno approfondito i fatti, riscontrando la denuncia dell’anziana e consolidando il quadro investigativo.

Gli elementi raccolti hanno consentito di attribuire anche questo episodio alla stessa coppia, determinando una nuova denuncia all’Autorità Giudiziaria a carico dei due indagati.

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