Parma, confiscati beni per oltre 1 milione a imprenditore calabrese legato alla ‘ndrangheta

Polizia di Stato e Guardia di Finanza eseguono il decreto del Tribunale di Bologna: immobili, società e conti correnti sotto sequestro

by Tatiana Cogo

Un duro colpo alle ricchezze illecite della criminalità organizzata arriva dal cuore dell’Emilia: oltre 1 milione di euro in beni confiscati a un imprenditore calabrese legato alla ‘ndrangheta, tra immobili, società e conti correnti, è il risultato di un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Guardia di Finanza di Parma.

Il Tribunale di Bologna – Sezione Misure di Prevenzione – ha disposto la confisca definitiva di beni riconducibili a un imprenditore quarantenne originario della provincia di Crotone, già coinvolto nella maxi operazione “Grimilde”. Il provvedimento, reso irrevocabile dalla Corte di Cassazione, è stato eseguito nei giorni scorsi dalle forze dell’ordine parmigiane.

L’uomo, affiliato alla cosca ‘ndrangheta emiliana e collegato alla famiglia Grande Aracri, operante da anni nel territorio emiliano, in particolare nelle province di Reggio Emilia, Parma, Modena e Piacenza, era dedito alla creazione e gestione di società “cartiere”: imprese formalmente operative ma prive di reale attività economica, utilizzate per emettere fatture false, riciclare denaro e mascherare flussi finanziari illeciti.

Nel corso del 2022, le autorità avevano avviato una complessa indagine sul suo profilo criminale e sulla situazione economico-patrimoniale, ritenuta sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati. Sulla base di questi accertamenti, il Tribunale di Bologna, accogliendo la proposta congiunta della Procura D.D.A. e del Questore di Parma, nel 2024, aveva emesso il decreto di confisca, ora divenuto definitivo a seguito del rigetto, da parte della Corte di Cassazione, dei ricorsi presentati dai soggetti interessati dal provvedimento ablativo.

La confisca definitiva ha riguardato: undici immobili a Cutro (KR), undici società in varie province italiane, di cui cinque a Parma, dieci rapporti finanziari e due veicoli.

L’operazione testimonia l’impegno quotidiano di Polizia e Guardia di Finanza nel contrasto dei patrimoni illeciti, con l’obiettivo di disarticolare le organizzazioni criminali e tutelare l’economia legale, permettendo agli imprenditori onesti di operare in un mercato libero da infiltrazioni mafiose.

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