La Federazione Italiana Nuoto (FIN) interviene sulla situazione della piscina Ferrari di via Zarotto: «servono risposte chiare sul futuro dell’impianto», perché tra promesse mancate e ritardi, rischiano di perdere terreno le scuole nuoto, le squadre agonistiche e l’intera comunità sportiva.
«A circa un anno dalla scadenza del primo avviso pubblico, conclusosi senza esiti concreti, permane ancora molta incertezza sul futuro della piscina Ferrari – affermano Pietro Speziali, presidente regionale Fin, e Andrea Avanzini, delegato provinciale
Le società affiliate hanno bisogno di capire se verrà pubblicato un nuovo avviso pubblico e se il progetto originale, che dava priorità a società sportive, cittadini e enti di promozione sportiva, manterrà la sua vocazione di impianto di quartiere».
Quattro anni di attesa hanno indebolito il ricambio generazionale dei nuotatori, lasciando molte squadre senza bacini per l’allenamento dei bambini. Ora, la richiesta della Fin è chiara: trasparenza, tempi certi e un confronto pubblico tra amministrazione comunale e cittadini per garantire il diritto allo sport e salvaguardare il futuro della piscina Ferrari.
«Sono ormai passati quattro anni dalla chiusura del vecchio impianto. Le società non dispongono più di bacini di bambini per la scuola nuoto, condizione che compromette la continuità e il ricambio generazionale delle squadre agonistiche. Questo rischio di impoverimento tecnico potrebbe mettere a serio rischio la sopravvivenza stessa delle società».
«Dopo quasi quattro anni di promesse, è giunto il momento di fornire risposte pubbliche concrete, prendere decisioni chiare e avviare un confronto aperto tra l’amministrazione comunale e la città – concludono Avanzini e Speziali».


