Piscina Ferrari, Federica Ubaldi attacca: «Basta rinvii e opacità»

Nuove polemiche sul futuro dell’impianto di via Zarotto: consulenza da 22mila euro per il piano economico mentre la struttura resta chiusa e in degrado

by Tatiana Cogo

Il futuro della Piscina Ferrari torna al centro dell’attenzione. A riaccendere le polemiche è la determina dirigenziale di metà gennaio con cui è stato affidato un incarico di consulenza da 22mila euro per individuare un piano economico finanziario (Pef) per l’impianto di via Zarotto, chiuso da anni e ancora senza una prospettiva definita.

Secondo la consigliera comunale di Civiltà Parmigiana Federica Ubaldi, il provvedimento dimostrerebbe l’assenza di una strategia chiara da parte dell’amministrazione. «Dopo anni di annunci, il futuro dell’impianto di via Zarotto è ancora senza una direzione chiara. Nel frattempo, una struttura storica della città resta chiusa, inutilizzata e in condizioni di progressivo degrado. A un anno dalla scadenza del primo avviso pubblico – afferma – non è stato fatto alcun reale chiarimento sulle proposte pervenute né un passaggio di trasparenza nelle sedi istituzionali come Commissione o Consiglio comunale. L’affidamento di una consulenza esterna non può diventare l’ennesimo passaggio interlocutorio».

Il caso si inserisce in un contesto più ampio di carenza di impianti natatori in città. La Commissione consiliare del 2024, dedicata allo stato delle strutture sportive, aveva già evidenziato la necessità di nuovi spazi per le attività acquatiche. Negli ultimi giorni anche le società sportive hanno espresso pubblicamente preoccupazione per l’incertezza che, secondo loro, penalizza atleti, famiglie e associazioni.

Ubaldi chiede alla Giunta di esplicitare tempi, risorse e obiettivi del progetto. Tra i punti sollevati: la possibile pubblicazione di un nuovo avviso pubblico, le scelte urbanistiche sull’area, l’eventuale riduzione di spazi verdi o del parcheggio esistente e il coordinamento con altri interventi annunciati in città, tra cui la copertura della piscina di Moletolo.

«Dopo quasi quattro anni di promesse – conclude la consigliera – l’amministrazione si assuma la responsabilità politica delle decisioni e le porti con trasparenza nelle sedi istituzionali e nel confronto con associazioni sportive e quartiere. Il tempo dei rinvii è finito».

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