Potere al Popolo critica duramente il fatto che sabato prossimo a Parma è previsto un incontro organizzato “dai fan di Vannacci sul tema della cosiddetta remigrazione ,descritta dai promotori come soluzione ai problemi legati all’immigrazione.
Il movimento la definisce l’ennesima strumentalizzazione della paura e della xenofobia e, in un comunicato, sottolinea che da vent’anni la politica nazionale preferisce puntare su capri espiatori indefiniti — prima meridionali, poi albanesi, rumeni, oggi musulmani e africani — invece di affrontare questioni concrete come scuola e sanità pubblica, diritti sul lavoro e degrado urbano.
Secondo Potere al Popolo, la ‘remigrazione’ funziona come arma di distrazione di massa, simile al blocco navale, alla lotta ai clandestini o alle campagne mediatiche contro presunti nemici esterni. Il risultato è la perdita di welfare, diritti e libertà, mentre lo Stato spende miliardi in armamenti e interventi su guerre internazionali sulle quali l’Italia, definita dal movimento “colonia americana”, non ha voce in capitolo.
“Sono vent’anni almeno – si legge nel comunicato – che per non parlare dei problemi sociali che si aggravano sempre più, si parla di scontri di civiltà, ‘difesa della nostra cultura’ contro non meglio precisati attacchi che si perdono nelle nebbie del complottismo o vere e proprie bufale, tipo il ‘P’piano Kalergi’.
Tutti i governi che si sono succeduti nel nuovo millennio hanno puntato su un sistema economico che affermava che l’unico modo per stare bene era permettere a un pugno di uomini di arricchirsi senza limiti, a qualunque costo, gettando al vento la scuola e la sanità pubblica, cancellando i diritti sul lavoro perché non ci rendevano competitivi. Mentre la nostra vita peggiorava, l’unico problema trattato era quello della sicurezza associato all’immigrazione.
La scuola non funziona “perché ce ne sono troppi”, gli ospedali non funzionano “perché curano solo loro”, le nostre città fanno schifo “perché ci sono loro”. È un “loro” indefinito, vago, non sono nemmeno persone reali, incontrate, sono persone raccontate sulle tv, sui social, notizie di cronaca commentate e strumentalizzate da politici che comprensibilmente preferiscono indicarci un capro espiatorio, piuttosto che spiegarci come intendano risolvere i problemi.
E grazie alla ‘remigrazione’ queste spiegazioni non vengono date: non ci spiegano perché non ci sono posti all’asilo, perché ci vogliono mesi o anni per esami urgenti nel pubblico, ma se paghi, lo stesso medico magari ti riceve il giorno dopo nella stessa struttura, nessuno ci spiega come mai le nostre città sono sempre più difficili da abitare, le periferie sempre più degradate sotto ogni punto di vista. Non ce lo dicono perché l’unica spiegazione è ‘remigrazione’, l’ultima arma di distrazione di massa, dopo il blocco navale, la lotta ai clandestini, i maranza, la jihad, le cavallette… Se non fosse che a ogni distrazione di massa si perde un pezzo di welfare, un pezzo di diritti, di libertà, verrebbe da ridere.
Ma da ridere c’è poco. La situazione è molto grave e occorrerebbe il coraggio di guardare negli occhi i problemi e risolverli. Mentre scuole e ospedali cadono a pezzi e i diritti sanciti della costituzione rimangono parole, stiamo spendendo miliardi in armi per delle guerre su cui non abbiamo avuto e mai avremo voce in capitolo, perché siamo una colonia americana. Una colonia Maga.
Se preferiamo continuare a chiudere gli occhi possiamo continuare a farci ipnotizzare dal teatrino balilla con Vannacci, Salvini la Meloni e a schiumare rabbia sui social. Altrimenti abbiamo un mondo da riprenderci e solo l’imbarazzo della scelta su come cominciare – concludono”.


