L’ America è un arsenale di democrazia, gli americani sono portatori sani di democrazia, nel senso che a loro non fa male, però te l’attaccano, prendiamo in prestito da Gaber alcune strofe della sua canzone del 1976 per ricordarci, in sintesi , buona parte della politica estera degli Usa dalla fine della seconda guerra mondiale ai giorni nostri.
La Segreteria Provinciale del Psi di Parma, avendo seguito gli eventi di questi giorni, augurando che il popolo Venezuelano possa essere artefice del proprio futuro,resta fermamente preoccupato per l’atteggiamento quasi da bullo delle elementari del presidente americano Trump.
L’imposizione di dazi commerciali, i nuovi controlli sulle pubblicazioni social per entrare negli Usa, l’aumento fino al 5% del PIL per le spese militati imposte da Trump ai paesi aderenti alla Nato, calcolate a sboccio dall’immobiliarista newyorkese, sono solo alcuni esempi di come il presidente americano abbia interpretrato la politica estera fino al 3 gennaio.
Con il rapimento di Maduro, capo di un regime dittatoriale repressivo allineato alla Russia ed alla Cina, ed il tentativo di imporre una falsa sovranità nazionale (per usare un termine tristemente noto proprio ai paesi dell’America Latina con un vero e proprio “golpe”), il presidente Trump si è apposto i galloni da guappo di cartone, con il beneplacito anche del nostro attuale Governo, incapace di alzare la testa.
I Socialisti non ci stanno, non possiamo assistere in silenzio e tanto meno approvare l’atto militare con il quale Trump ha negato la Sovranità del popolo Venezuelano in nome del petrolio, unico vero interesse del miliardario.
Trump, di fatto, non ha liberato il popolo Venezuelano dalla dittatura, secondo le sue dichiarazioni, ha liberato un popolo, quello statunitense, da un capo di stato straniero accusato di essere un narcotrafficante ed acquisito così il controllo della maggior riserva mondiale di petrolio.
“Non possiamo correre il rischio di lasciare che qualcun altro gestisca il tutto e prenda il controllo di ciò che ha lasciato Maduro” con queste parole il presidente più criticato degli Usa ha svelato le reali motivazioni per l’esportazione di democrazia.
Il rispetto del diritto internazionale, dei valori fondamentali che hanno portato all’istituzione della NATO, deve essere oggi più che mai rimarcato al cospetto dell’uomo più potente del pianeta che nell’immediatezza del golpe venezuelano non ha perso tempo per dichiarare di voler espandere ulteriormente le proprie mire verso l’America Latina, minacciando la Colombia di fare la stessa fine del Venezuela, ed il Nord America dichiarando di fatto guerra alla Groenlandia (che lo ricordiamo è un paese battente bandiera danese e quindi Europea) in quanto “ne ha bisogno”.
Non crediamo alla generosità di questo uomo, capace solo un mese fa di graziare Juan Orlando Hernández ex presidente del Honduras condannato a 45 anni di carcere per traffico di droga. Questo è l’ultimo caso che entra di diritto tra gli episodi che la storiografia lega in qualche modo alcune amministrazioni statunitensi del passato recente a dittatori, gruppi paramilitari che si sono sovvenzionati con il commercio di sostanze stupefacenti, dai talebani in Afghanistan ai Contras in Nicaragua ai Lupi grigi in Turchia.
Non possiamo quindi non condannare la grave violazione della sovranità Venezuelana oggi, difendendo la nostra domani.
La Segreteria Provinciale del PSI
Carlo Andrea Restano
Cristiano Manuele



