Sulla vicenda del dimensionamento scolastico interviene anche la deputata e consigliera comunale Laura Cavandoli che ha una visione molto distante dal presidente della Regione De Pascale (leggi) e dal Pd (leggi). Si accende dunque il dibattito politico: secondo Cavandoli il ridimensionamento della rete scolastica non sarebbe una scelta arbitraria, ma “un passaggio obbligato per dare attuazione alle linee guida del Pnrr e contenere la spesa pubblica”. La deputata della Lega punta il dito contro la Regione Emilia-Romagna e il Partito Democratico, accusandoli di ostruzionismo e ritardi che avrebbero provocato confusione e preoccupazione tra famiglie e amministrazioni locali.
Cavandoli ricorda che la decisione ha radici già nel governo Draghi, con l’allora ministro Patrizio Bianchi, e che l’attuale commissario Bruno Di Palma ha solo applicato le direttive nazionali. “Gli accorpamenti di dirigenti e segreterie permetteranno di risparmiare centinaia di migliaia di euro senza modificare la didattica – sottolinea –. Nessun plesso sarà chiuso e nessun orario ridotto”.
La deputata invita inoltre a documentarsi correttamente prima di alimentare strumentalizzazioni politiche: “Molte strutture sono state riqualificate con i fondi del Pnrr, soldi a prestito da restituire nei prossimi 30 anni. La sinistra avrebbe dovuto agire con responsabilità ai tavoli istituzionali, non polemizzare dopo”.
Una posizione chiara e netta, che sposta il dibattito dal piano locale a quello nazionale, accentuando il confronto tra Regione e Governo sulla gestione delle risorse e delle autonomie scolastiche.


