Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di San Secondo Parmense hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Parma un 37enne e un 54enne, entrambi italiani e residenti fuori regione, ritenuti i presunti responsabili di una truffa online ai danni di una 40enne del territorio.
L’indagine è scaturita dalla denuncia presentata dalla vittima, che ha riferito di essere stata raggirata durante l’acquisto di un’auto usata individuata su una nota piattaforma di vendita online. Navigando su Internet, la donna si era imbattuta nell’annuncio di una presunta concessionaria del Sud Italia, che proponeva veicoli a prezzi particolarmente vantaggiosi.
Dopo i primi contatti avvenuti tramite la piattaforma, la trattativa è proseguita attraverso telefonate e messaggi, durante i quali i sedicenti operatori della concessionaria, con abili rassicurazioni, hanno convinto la donna della serietà dell’offerta.
Seguendo le indicazioni ricevute, la 40enne ha effettuato due bonifici bancari per un importo complessivo di 5.500 euro, versati come acconto e saldo per l’acquisto del veicolo. I presunti venditori avevano garantito la consegna dell’auto a domicilio tramite bisarca nel giro di poche settimane, facendo leva anche sulla presunta presenza di altri acquirenti interessati.
La consegna, tuttavia, non è mai avvenuta. Dopo una lunga attesa, ogni tentativo di contattare la concessionaria si è rivelato inutile: i numeri telefonici risultavano irraggiungibili e gli account di messaggistica erano stati bloccati.
Resasi conto di essere stata vittima di una truffa, la donna si è rivolta ai Carabinieri di San Secondo Parmense, fornendo tutta la documentazione relativa ai pagamenti effettuati.
I militari hanno avviato una complessa attività investigativa, ricostruendo il flusso del denaro e analizzando i dati bancari e le intestazioni delle utenze telefoniche utilizzate. Gli accertamenti hanno permesso di risalire all’identità di due uomini, un 37enne e un 54enne residenti in Sicilia, entrambi già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici.
Al termine delle indagini, i due soggetti, ritenuti in concorso tra loro i presunti responsabili della truffa, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria.



