Sanità, Bocchi (FdI): “La Regione chiarisca quale sarà il futuro dell’ospedale di Borgotaro”

Interrogazione di Priamo Bocchi (FdI) alla Giunta: “Presidio fondamentale per l’Appennino, servono certezze su ruolo, investimenti e potenziamento dei servizi”

by Tatiana Cogo

Il futuro dell’Ospedale Santa Maria torna al centro del confronto politico in Regione. A sollevare la questione è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Priamo Bocchi, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta per chiedere chiarezza sul ruolo attuale e sulle prospettive future del presidio sanitario dell’Alta Val Taro, considerato strategico per un vasto territorio montano spesso penalizzato dalla distanza dai grandi centri ospedalieri.

Secondo Bocchi, il Santa Maria rappresenta “un presidio sanitario essenziale” non solo per l’emergenza-urgenza, ma anche per alcune specialità cliniche di eccellenza, tra cui la chirurgia ortopedica, apprezzata anche fuori dai confini provinciali. Proprio per questo, il consigliere chiede alla Regione di definire con precisione il profilo dell’ospedale all’interno della rete sanitaria: presidio di base, intermedio, specialistico o hub di area vasta.

Una scelta tutt’altro che formale, sottolinea Bocchi, perché dalla classificazione dipendono risorse, personale, servizi e capacità di risposta ai bisogni di chi vive in Appennino. L’interrogazione affronta anche il tema degli investimenti strutturali e tecnologici, chiedendo all’assessore regionale alla Sanità Massimo Fabi di chiarire se siano previsti stanziamenti, con quali fondi e in quali tempi.

Particolare attenzione è riservata al sistema di Emergenza-Urgenza, per il quale Bocchi sollecita un possibile potenziamento, a partire dagli organici e dalle dotazioni, fino all’eventuale innalzamento del livello Dea, in coerenza con le esigenze di un territorio complesso e lontano dai grandi ospedali.

Tra le ipotesi avanzate dal consigliere anche quella di valutare, nel medio periodo, la realizzazione di un presidio a vocazione specialistica, in particolare in ambito ortopedico, valorizzando le competenze già presenti.

“Serve una visione chiara e condivisa – conclude Bocchi – costruita insieme a Comuni, Ausl, sindacati e comunità locali, per garantire ai cittadini dell’Appennino una sanità pubblica efficiente e di qualità”.

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