No ai tagli nelle scuole del territorio parmense, né in città né in provincia. È la posizione condivisa emersa dall’incontro che si è svolto nel pomeriggio di mercoledì 21 gennaio a Palazzo Giordani tra il presidente della Provincia di Parma, Alessandro Fadda, e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil, insieme alle sigle di categoria del mondo della scuola.
Al centro del confronto, il rischio di dimensionamento scolastico per l’anno 2026-2027, ipotesi che potrebbe tradursi in accorpamenti e riduzioni di istituti anche nel parmense. Un’eventualità che Provincia e sindacati respingono con decisione, sottolineando come i numeri delle iscrizioni siano in crescita e non giustifichino alcuna penalizzazione del territorio, soprattutto nelle aree interne.
«Dal confronto con i sindaci e gli amministratori comunali è emersa una ferma opposizione al dimensionamento – ha spiegato Fadda – una posizione che oggi trova piena condivisione anche con le organizzazioni sindacali. Nel Parmense non ci sono le condizioni per tagliare scuole: significherebbe indebolire i servizi e aumentare le disuguaglianze».
Preoccupazione è stata espressa anche dai sindacati per le possibili ricadute sull’offerta formativa e sul personale. «In Emilia-Romagna sono previsti 17 tagli: uno scenario inaccettabile – ha dichiarato Paolo Spagnoli, segretario confederale Cgil Parma, a nome di tutte le sigle presenti –. Difendere le scuole significa difendere la qualità dell’istruzione e l’uguaglianza tra i cittadini. Bene stanno facendo la Regione e la Provincia a opporsi».
La questione è ora nelle mani del commissario nominato dal Governo, dopo il commissariamento della Regione Emilia-Romagna sul tema del dimensionamento scolastico. Una decisione è attesa entro la fine di gennaio, vista la necessità di rispettare i tempi tecnici per l’organizzazione del prossimo anno scolastico in caso di accorpamenti.
Domani, giovedì 22 gennaio, è previsto un nuovo passaggio istituzionale: a Bologna il commissario incontrerà i presidenti delle Province emiliano-romagnole, il sindaco della Città metropolitana di Bologna e i dirigenti degli uffici territoriali dell’Ufficio scolastico regionale per un confronto sulle ipotesi di dimensionamento. Una partita che, per il parmense, resta apertissima ma vede istituzioni e sindacati schierati dalla stessa parte.



