Un amore che nasce tra le macerie della storia e attraversa i confini dell’anima. È questo il cuore pulsante di Un sogno a Istanbul, lo spettacolo in scena il 12 e 13 febbraio alle 20.30 al Teatro Due di Parma, che porta sul palcoscenico la forza evocativa del romanzo La cotogna di Istanbul di Paolo Rumiz.
Liberamente tratto dal libro-cult dello scrittore triestino, il testo teatrale firmato da Alberto Bassetti prende forma nella regia di Alessio Pizzech e vede protagonisti Maddalena Crippa e Maximilian Nisi, affiancati da Mario Incudine e Adriano Giraldi. Una “ballata per tre uomini e una donna” che intreccia parole e musica, con brani originali eseguiti dal vivo dallo stesso Incudine.
La storia è quella di Max e Maša, un amore che esplode in ritardo, come una scintilla che resiste al tempo e alla distanza. Max, ingegnere austriaco, arriva a Sarajevo nell’inverno del 1997 per lavoro. Lì incontra Maša Dizdarević: enigmatica, fiera, segnata dalla vita e dalla guerra. Tra loro nasce un’attrazione intensa ma incompiuta. Quando si ritroveranno, tre anni dopo, Maša è malata, e il loro amore diventa corsa contro il tempo, viaggio iniziatico, rito di passaggio.
Intorno alla vicenda privata si apre il grande affresco dei Balcani degli anni Novanta, crocevia di culture, lingue e religioni, feriti da un conflitto che ha inciso profondamente nell’identità europea. La musica guida il racconto, mentre la scena si popola di immagini e suggestioni che oscillano tra narrazione e testimonianza, in una costruzione che richiama il teatro epico.
“Cerco di restituire un racconto che le nuove generazioni possano condividere – spiega il regista Alessio Pizzech – perché la memoria del sangue versato non sia dimenticata e perché un’Europa sempre più indifferente si accorga delle proprie macerie dell’anima”. Un teatro che non racconta solo una storia d’amore, ma interroga l’identità europea, i confini, le ferite e la possibilità di rinascita.
Prodotto da La Contrada – Teatro Stabile di Trieste, Un sogno a Istanbul è un viaggio emotivo e politico insieme, dove l’intimità dei sentimenti diventa metafora della storia collettiva. Un invito ad ascoltare, ricordare e guardare oltre.
Informazioni e biglietteria: tel. 0521 230242; biglietteria@teatrodue.org; www.teatrodue.org.



