Sgombero ex Scalo Merci: lettera ai compagni del Partito Democratico (di MarcoMaria Freddi)

by AndreaMarsiletti2

Care compagne e cari compagni,

tra il 26 E il 29 gennaio, la Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora è nuovamente incaricata, per l’ennesima volta, a censire le persone senza dimora. Di nuovo. Volontarie e volontari per la conta, schede da compilare, dati da aggiornare, risorse economiche importanti, milioni di euro, spesi per sapere ciò che sappiamo già.

Alla fine avremo numeri più precisi, report ordinati, tabelle e conferenze stampa rassicuranti. E il giorno dopo, quelle stesse persone saranno ancora in strada.

È qui che qualcosa smette di funzionare.

In questi giorni, a Parma, lo sgombero dello Scalo Nord viene presentato come risposta a un problema di sicurezza e decoro. Ma chiunque voglia essere onesto lo sa che uno sgombero non è una soluzione. È uno spostamento. Si libera un’area e se ne occupa un’altra. Si cancella un problema dalla vista, non dalla realtà.

I numeri, però, non mancano. A Parma le persone senza fissa dimora censite sono 241. Non migliaia. Non un’emergenza ingestibile. Duecentoquarantuno persone, chi povero ttra i poveri e chi, senza dimora lavoratore. E sappiamo anche altro che l’associazione la Corte dei Miracoli, con risorse infinitamente inferiori a quelle investite in controlli, sgomberi e continue operazioni di censimento, potrebbe accoglierle tutte. Non con assistenzialismo, ma con percorsi veri, sociali, sanitari e amministrativi, percorsi già sperimentati, che funzionano.

Allora la domanda è semplice, ed è rivolta a chi governa questa città: perché non si fa?

Perché è più facile contare che decidere. È più comodo sgomberare che assumersi la responsabilità di costruire politiche strutturali. È più spendibile politicamente parlare di decoro che investire in soluzioni definitive, che non fanno notizia ma cambiano davvero le cose.

A un’amministrazione che si richiama a valori progressisti va chiesto di dimostrarlo nei fatti. I valori non stanno nei comunicati, ma nelle scelte. La sicurezza non nasce dagli sgomberi, nasce dal togliere le persone dalla strada. Il decoro non si costruisce allontanando i poveri, ma restituendo dignità e futuro.

Continuare a censire senza intervenire è una scelta. Continuare a sgomberare senza risolvere è una scelta. E oggi Parma può fare una scelta diversa: meno marketing politico, più soluzioni concrete.

Perché contare le persone serve solo se poi si decide di non lasciarle sole.

È tempo che la solidarietà smetta di essere un evento e torni a essere un diritto, scritto nei fatti e non solo nelle intenzioni.

È da questa consapevolezza che nasce il nodo politico che il Partito Democratico di Parma deve sciogliere per essere riconosciuto: intervenire in modo radicale sulla povertà estrema. La nostra priorità deve essere chi non riesce più a chiedere aiuto, chi non è in grado di autodeterminarsi, chi è caduto fuori da ogni rete di assistenza a causa di gravi fragilità psichiche o di un isolamento totale, chi è “fuori campo” e dorme sui marciapiedi o nella “grotta” della stazione.

La nostra risposta deve essere un atto politico immediato e un gesto di responsabilità collettiva:

  • Concedere l’uso della scuola di Gaione alla Corte dei Miracoli di Parma. La struttura ha già dimostrato la sua vocazione sociale ospitando disabili per vent’anni: non sarà perfetta, ma è indiscutibilmente meglio la casa di Gaione che lasciare le persone per strada. Si tratta di un investimento in un metodo che funziona, capace di dare alloggi stabili e avviare percorsi di recupero sociale, sanitario e amministrativo per i più isolati, superando le barriere che i servizi ordinari non riescono a infrangere.
  • Convocare un Tavolo di Responsabilità Collettiva con le principali realtà del terzo settore (Caritas, Comunità di Sant’Egidio, CIAC, MC2 e Leone Rosso) che beneficiano di finanziamenti pubblici. Dobbiamo esigere che queste risorse siano orientate anche a iniziative ispirate al metodo della Corte dei Miracoli, per intercettare e prendersi cura in modo stabile di quella fascia di povertà oggi totalmente esclusa.

Il cambiamento comincia quando smettiamo di accettare l’ingiustizia come normale.
Noi, in quanto Partito Democratico, possiamo e dobbiamo fare la differenza, qui e ora.

Con affetto e ostinazione,

MarcoMaria Freddi

RADICALE E SOCIALISTA, ISCRITTO AL PARTITO DEMOCRATICO

Leggi anche: