“Quando ci sono sentenze che accertano molestie e violenze sessuali, la politica non può limitarsi a condanne di circostanza. Perché la Regione continua a finanziare e legittimare chi ha delle responsabilità oggettive in questa aberrante vicenda?”. Così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Priamo Bocchi che, nuovamente, interviene sulla vicenda della Fondazione Teatro Due di Parma, attraverso un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere chiarezza su responsabilità, controlli e uso dei fondi pubblici.
Nell’atto ispettivo il meloniano ricorda come la Fondazione Teatro Due, accreditata dal 2016 come ente di formazione professionale, riceva da anni cofinanziamenti regionali per il corso di Alta Formazione “Casa degli Artisti”, compreso quello per l’edizione 2025/2026 pari a oltre 124 mila euro. “Eppure già dal luglio 2021 la Regione era stata informata ufficialmente, tramite PEC, di gravi episodi di molestie e violenze a sfondo sessuale denunciati da alcune allieve” ricorda Bocchi.
Fatti che nel frattempo sono stati accertati in sede giudiziaria: tre diverse sentenze dei Tribunali di Parma e Bologna hanno riconosciuto la responsabilità civile dell’autore delle molestie e della Fondazione, condannandoli in solido al risarcimento delle vittime per oltre 106 mila euro. “Parliamo di responsabilità precise che chiamano in causa anche chi aveva l’obbligo di vigilare e prevenire” sottolinea il consigliere parmigiano, che stigmatizza le dichiarazioni pubbliche di apprezzamento espresse dall’assessore regionale Gessica Allegni insieme al sindaco e al vicesindaco di Parma nei confronti della direttrice artistica e organizzativa della Fondazione: “Si tratta della figura che per legge riveste il ruolo di datore di lavoro e responsabile del controllo sulle attività formative. È legittimo quindi chiedersi per quale motivo, davanti a condanne così gravi, si sia scelto di legittimare politicamente quella direzione invece di interrogarsi sulle responsabilità emerse”.
Nell’atto ispettivo l’esponente di FdI richiama anche la candidatura della stessa direttrice nella lista Civici per De Pascale alle ultime elezioni regionali, avvenuta dopo l’emissione di una sentenza di primo grado e nonostante la Regione fosse già a conoscenza dei fatti denunciati: “Una scelta che merita spiegazioni”.
E ancora il tema del rispetto delle regole sull’accreditamento degli enti di formazione: Bocchi chiede alla Regione se la Fondazione Teatro Due abbia prodotto tutta la documentazione prevista dalla delibera regionale del 2022, in particolare il modello organizzativo previsto dal decreto legislativo 231 del 2001, e se tale modello includesse misure specifiche per prevenire molestie e violenze sessuali.
Infine, un richiamo a quanto emerso dalle sentenze in merito allo svolgimento delle lezioni, che in alcuni casi sarebbero avvenute fuori dalla sede del teatro e in orari serali o notturni: “Vogliamo sapere se la Regione abbia mai verificato la compatibilità di queste modalità con i criteri previsti per la formazione accreditata e se intenda oggi avviare controlli, assumere provvedimenti e valutare un’azione di rivalsa sui contributi pubblici erogati. Sulla Me Too parmigiana ci sono ancora troppe zone d’ombra e domande in attesa di una risposta” conclude Bocchi.


