Ha cercato di oltrepassare le casse con apparente disinvoltura, fingendo una conversazione al telefono e indossando la refurtiva, ma il cambio d’abito non è sfuggito all’occhio attento della sicurezza. Il tentativo di furto è così finito con l’intervento dei Carabinieri e una denuncia.
I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Parma hanno denunciato alla Procura della Repubblica una donna straniera di 43 anni, ritenuta la presunta responsabile di un tentato furto di capi di abbigliamento ai danni di un esercizio commerciale cittadino.
L’episodio risale alla serata dell’11 gennaio e si è verificato in un negozio di via Silvio Pellico. L’addetto alla vigilanza ha notato la donna aggirarsi tra le corsie con fare sospetto, guardandosi ripetutamente attorno. Insospettito, ha deciso di osservarla a distanza, vedendola prelevare un paio di jeans dagli espositori e dirigersi verso i camerini di prova.
Avvicinatosi alla zona dei camerini, il vigilante ha udito un rumore anomalo, simile alla rottura di un oggetto in plastica, provenire dall’interno del camerino occupato dalla donna. Dopo alcuni minuti, la 43enne è uscita simulando una telefonata e si è diretta rapidamente verso l’uscita.
Il sospetto è diventato certezza quando l’addetto alla sicurezza ha notato che il pantalone indossato dalla donna non era lo stesso con cui era entrata nel camerino. A quel punto l’ha seguita e fermata all’uscita per chiedere chiarimenti, allertando nel contempo il numero di emergenza 112.
Una pattuglia della Sezione Radiomobile è intervenuta tempestivamente, sottoponendo la donna a controllo. Gli accertamenti immediati hanno consentito di appurare che i jeans indossati erano di proprietà del negozio e che nel camerino era stato manomesso e rimosso il dispositivo antitaccheggio. Durante la perquisizione, nella borsetta della donna è stato rinvenuto il pantalone che indossava prima di entrare nel negozio.
Identificata come una 43enne straniera residente in città, la donna è stata accompagnata presso la caserma di strada delle Fonderie per gli accertamenti di rito. Il titolare dell’esercizio commerciale ha sporto denuncia e ha riconosciuto il capo d’abbigliamento, del valore di circa 50 euro, che è stato restituito.
Al termine delle verifiche e sulla base delle testimonianze raccolte, i Carabinieri hanno denunciato la donna all’Autorità giudiziaria per tentato furto.


