Maxi inchiesta sui furti in abitazione: arrestato a Parma uno dei 38 indagati

by AndreaMarsiletti2

È stato rintracciato a Parma e arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale un 44enne italiano, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nell’ambito di una vasta indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord. Il provvedimento riguarda complessivamente 38 persone, ritenute gravemente indiziate di far parte di sette gruppi criminali dediti a reati predatori su vasta scala nel Centro-Sud Italia.

L’arresto è stato eseguito lo scorso 13 gennaio. I militari del Nucleo Investigativo di Parma, operando in stretta sinergia con i colleghi del Nucleo Investigativo di Napoli, hanno individuato l’uomo in città e lo hanno condotto in carcere. L’operazione si inserisce nell’esecuzione, avvenuta in contemporanea in diverse province, dell’ordinanza applicativa della custodia cautelare disposta dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della locale Procura.

Secondo l’impianto accusatorio, i 38 indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione, ricettazione e truffe aggravate ai danni di persone in condizioni di minorata difesa. I capi di imputazione contestati sono complessivamente 65.

L’indagine, avviata a seguito di un furto in abitazione avvenuto a Casoria (Napoli), si è sviluppata tra giugno 2023 e ottobre 2024. Gli investigatori hanno messo a sistema oltre 100 notizie di reato relative a furti commessi con modalità analoghe, emerse dalle denunce presentate alle diverse forze di polizia operanti sul territorio. Attraverso un’articolata attività investigativa, anche di natura tecnica, è stato possibile individuare 38 soggetti appartenenti a sette gruppi criminali distinti ma tra loro permeabili, operanti in modo stabile e strutturato.

Le attività illecite si sarebbero concentrate principalmente nelle province di Napoli, Caserta, Benevento, Salerno e Avellino, ma avrebbero interessato anche i territori di Frosinone e Roma. Gli inquirenti hanno ricostruito circa 150 episodi delittuosi, tra cui 40 furti in abitazione consumati, tre tentativi di furto, 92 azioni interrotte prima della consumazione, otto episodi di ricettazione e tre truffe realizzate con la cosiddetta “tecnica dello specchietto”. Il profitto complessivo stimato ammonta a circa 105 mila euro, costituiti da denaro contante, monili in oro e argento e altri preziosi.

Secondo quanto emerso, gli autori dei furti agivano con l’ausilio di due o tre “vedette” poste all’esterno delle abitazioni. Per introdursi utilizzavano chiavi alterate o universali, in grado di aprire diverse tipologie di serrature, e in alcuni casi asportavano le casseforti con l’uso di attrezzi da taglio. Dopo i colpi, si allontanavano a bordo di auto appositamente modificate con scomparti nascosti per occultare refurtiva e strumenti. In alcune circostanze avrebbero anche operato travestiti da rider di note piattaforme di consegna a domicilio.

Le indagini hanno inoltre evidenziato come ciascun gruppo, spesso di matrice familiare, fosse in grado di pianificare ed eseguire numerosi furti anche nell’arco di una sola giornata, preceduti da accurati sopralluoghi per individuare le vittime e studiarne le abitudini. I gioielli e gli orologi di pregio venivano rapidamente monetizzati attraverso un ricettatore di fiducia, che avrebbe gestito un vero e proprio mercato nero dell’oro e dell’argento, con quotazioni aggiornate quotidianamente. Parte dell’attività criminale era inoltre dedicata alle truffe ai danni di persone anziane, costrette a pagare somme di denaro per presunti incidenti stradali mai avvenuti.

Nel corso dell’attività investigativa, 13 persone sono state arrestate in flagranza di reato, altre nove denunciate in stato di libertà, mentre è stato possibile recuperare refurtiva per un valore complessivo di circa 30 mila euro.

Il provvedimento eseguito nei confronti del 44enne arrestato a Parma, così come quelli emessi per gli altri indagati, costituisce una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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