La Regione Emilia-Romagna sta elaborando una nuova legge di riordino territoriale, un percorso che l’assessore regionale al bilancio Davide Baruffi sta accompagnando con una serie di incontri sul territorio per raccogliere idee e proposte. Tra gli strumenti centrali del nostro ordinamento vi sono le Unioni di Comuni, enti locali costituiti da due o più Comuni (art. 32 del TUEL) per gestire congiuntamente servizi e funzioni, con l’obiettivo di raggiungere maggiore efficienza, realizzare economie di scala e promuovere lo sviluppo del territorio.
In questo contesto, il Coordinamento di Zona del Partito Democratico della Bassa Est – formato dai circoli PD di Sorbolo, Mezzani, Colorno e Torrile – intende prendere spunto dal percorso legislativo in corso per ribadire con forza il valore dell’Unione Bassa Est Parmense e la necessità del suo rafforzamento. I circoli coinvolgeranno amministratori, cittadini e forze vive del territorio in un confronto aperto e costruttivo.
Una storia di collaborazione e risultati concreti
L’idea di unire amministrativamente Sorbolo e Mezzani risale alla metà degli anni Novanta, quando i due Comuni avviarono un’associazione di servizi a partire dalla ragioneria e tributi. L’esperimento riuscì pienamente e nel 2003 si costituì formalmente l’Unione Sorbolo-Mezzani, tra le primissime dell’Emilia-Romagna dopo quella della Valsamoggia, portata ad esempio dalla Regione per la qualità organizzativa e il numero di funzioni conferite.
I benefici furono tangibili: per Mezzani, piccolo Comune con risorse limitate, l’Unione significò poter erogare servizi sociali e assistenza domiciliare altrimenti inaccessibili. Per Sorbolo, consentì di strutturare la macchina comunale in quattro macroaree – servizi al cittadino, affari generali, economico-finanziario, lavori pubblici – con funzionari dedicati e responsabili di ufficio. Nel periodo 2004-2014, fu proprio grazie all’Unione che i due Comuni poterono realizzare investimenti importanti, altrimenti impossibili per via dei vincoli del Patto di stabilità della finanza pubblica.
Con la successiva legge regionale, che impose un minimo di tre Comuni per Unione, nel 2010 entrò Colorno e nel 2016 Torrile, completando l’assetto attuale dell’Unione Bassa Est Parmense.
Oggi l’Unione esercita per i Comuni aderenti le funzioni riferite a: Protezione Civile, Polizia Locale e notificazione degli atti, Sportello Unico Attività Produttive, Gestione del Personale, Servizi Informatici Associati, Centrale Unica di Committenza e Gestione Servizi Demografici. Esercita inoltre, in quanto funzioni proprie necessarie e indispensabili al funzionamento dell’Ente, quelle relative ai Servizi Finanziari, agli Organi Istituzionali e agli Affari Generali.
Il nostro impegno: rafforzare l’Unione
Riteniamo che la nuova legge regionale rappresenti un’occasione preziosa per proporre miglioramenti concreti. La legge prevede che alcune attribuzioni attualmente in capo alla Regione passino alle Province e alle Unioni: un processo che, se ben governato, può rendere le Unioni più forti e più vicine ai bisogni dei cittadini.
Crediamo che l’Unione Bassa Est Parmense vada rafforzata e valorizzata attraverso un aumento delle funzioni delegate, una maggiore efficienza organizzativa e un impegno costante per il benessere del territorio. Stare insieme porta più benefici che essere divisi: ne siamo convinti oggi come lo eravamo quando tutto cominciò. Crediamo nel valore della Bassa Est, nei principi della solidarietà tra comunità e nella forza che nasce dalla collaborazione. I circoli del PD della Bassa Est lavoreranno con amministratori e cittadini perché questa convinzione si traduca in proposte concrete, nell’interesse di tutte le famiglie del nostro territorio.
Christian Marchi – Coordinatore di Zona – Partito Democratico della Bassa Est


