Nei giorni scorsi i Carabinieri della Stazione di Polesine Zibello hanno arrestato un 38enne di nazionalità georgiana, ritenuto responsabile del reingresso illegale nel territorio dello Stato a seguito di espulsione.
L’episodio si è verificato in un esercizio commerciale di Fidenza, dove l’addetto alla vigilanza, attraverso il sistema di videosorveglianza, ha notato un uomo aggirarsi tra gli scaffali con fare sospetto. A insospettire ulteriormente il personale è stato il voluminoso zaino, dalla forma rigida e squadrata, che l’individuo portava sulle spalle. Dopo alcuni minuti l’uomo si è diretto verso le casse, uscendo senza effettuare acquisti.
Il vigilante ha quindi allertato la Centrale Operativa dei Carabinieri di Fidenza, che ha immediatamente inviato sul posto una pattuglia della Stazione di Polesine Zibello, impegnata in quel momento in un servizio di controllo del territorio. I militari hanno rintracciato l’uomo poco distante, mentre percorreva a piedi via Cairoli. Privo di una fissa dimora, è stato accompagnato in caserma per accertamenti più approfonditi, non essendo in grado di fornire alcuna indicazione circa una residenza in Italia.
VANGELO SECONDO ANDREA
Dalla consultazione delle banche dati in uso alle forze di polizia è emerso che il 38enne era già stato espulso dall’Italia lo scorso 14 agosto mediante accompagnamento coattivo all’aeroporto di Napoli, da dove era stato imbarcato su un volo diretto in Georgia. Il provvedimento, disposto dal Prefetto di Modena, vietava all’uomo il rientro nel territorio nazionale per cinque anni, salvo specifica autorizzazione del Ministero dell’Interno.
Alla luce dei fatti accertati, l’uomo è stato dichiarato in stato di arresto per il reingresso illegale in Italia.
Il Giudice ha convalidato l’arresto e applicato nei suoi confronti la misura cautelare non custodiale dell’obbligo di firma, in attesa del processo che sarà celebrato nei prossimi giorni.
Si precisa che l’indagato è, allo stato attuale, soltanto gravemente indiziato del reato contestato e che la sua posizione sarà valutata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale, fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.


