A Bedonia, nell’Alta Val Taro, sanno che la primavera non arriva con una data sul calendario. Arriva quando nei boschi della Val Taro e della Val Ceno spuntano i primi prugnoli, funghi timidi e preziosi che crescono dove l’Appennino ancora resiste, dove le stagioni dettano il ritmo della vita e dove un Comune ha scelto di investire non solo in strade e servizi, ma nell’arte più difficile: quella di far sentire a casa chi ha deciso di restare.
Il prugnolo è un fungo che non si lascia domare. Si manifesta quando vuole lui, tra fine aprile e inizio maggio, in quei prati magri dove l’erba è ancora bassa e il sottobosco sa ancora di selvatico. Ha il cappello color nocciola chiaro, carnoso ma gentile, e un profumo che è la somma di terra, primavera e memoria. I cercatori lo chiamano anche “spinarolo” o “fungo di San Giorgio”, perché la sua comparsa coincide – o dovrebbe coincidere – con la festa del santo, il 23 aprile.
È in questo territorio, custode di una bellezza, che domenica 26 aprile 2026 si terrà la terza edizione della Fiera del Prugnolo. Organizzata dal Centro Commerciale Naturale con il contributo del Comune di Bedonia, la manifestazione si inserisce nella “Settimana del Prugnolo”, quella finestra magica tra il 25 aprile e il 1° maggio in cui la natura offre il suo dono più atteso.
La fiera è una dichiarazione d’intenti: Bedonia non vuole solo visitatori di passaggio, ma persone che scelgano di vivere questo luogo, anche solo per un giorno. Per questo il claim non è uno slogan, è un invito sincero: “Vieni come turista, vivi come persona”. Perché abitare non è questione di residenza anagrafica, ma di sentire proprie le strade, i sapori, le storie di un territorio.
«Il Comune di Bedonia sostiene la Fiera del Prugnolo – dichiara Gianpaolo Serpagli, sindaco del Comune di Bedonia – in quanto iniziativa con ricadute concrete sull’economia locale e sul sistema commerciale del paese. La collaborazione con il Centro Commerciale Naturale consente di strutturare un evento condiviso, capace di coinvolgere in modo coordinato le attività economiche del territorio e di generare un indotto significativo».
Sabato pomeriggio, come un’ouverture, alcuni locali del paese proporranno aperitivi ispirati al prugnolo. Ma sarà domenica 26 il giorno della festa vera: banchi di antiquariato e vintage dialogheranno con stand agroalimentari dove i prodotti del territorio troveranno il loro re indiscusso, il prugnolo, accompagnato da cantine locali pronte a suggerire gli abbinamenti giusti con i vini emiliani e piemontesi. I ristoranti, le trattorie e gli agriturismi della valle si ingegnano per preparare menu tutti a base di fungo prugnolo: risotti cremosi dove il fungo dialoga con il Parmigiano, tagliatelle che sanno di bosco e burro nocciola, frittatine che trasformano l’umiltà in prelibatezza. Perché in questi luoghi la cucina è racconto. E ogni piatto è una storia che inizia nel sottobosco e finisce nella memoria.
La cultura non starà a guardare. Al mattino, la presentazione di un romanzo giallo ambientato in valle dimostrerà che anche il mistero può avere l’odore del bosco. Nel pomeriggio, un libro dedicato alle erbe racconterà quella sapienza antica che qui non si è mai perduta.
E poi c’è il gesto concreto dell’accoglienza: lo stand del Centro Commerciale Naturale distribuirà kit omaggio che racchiude l’essenza di Bedonia in una scatola. Prugnoli freschi, tagliatelle di un produttore locale, la ricetta firmata da uno chef del territorio per cucinarli alla perfezione, e un piccolo omaggio dolce. Non un semplice gadget, ma un invito a portare a casa un pezzo di questa terra. Per ottenerlo basterà registrarsi e prenotarlo sul sito www.ccnbedonia.it
Bedonia sta in quel lembo d’Appennino dove le province si sfiorano e le valli si intrecciano. Un luogo che potrebbe arrendersi allo spopolamento e invece sceglie di resistere, migliorando la qualità della vita di chi ha deciso di restare o di tornare. Il Comune lavora con la consapevolezza che un paese si salva quando sa essere casa prima ancora che destinazione turistica.
«Il prugnolo è l’elemento che permette di raccontare Bedonia all’esterno in modo immediato e riconoscibile»: svela Letizia Benaglia, assessora del Comune di Bedonia. «Attorno a questo prodotto costruiamo un’esperienza che coinvolge ristorazione, commercio e accoglienza, offrendo a chi arriva un motivo chiaro per venire e tornare. La fiera serve a questo: rendere Bedonia attrattiva attraverso ciò che la rende unica».
Il 26 aprile, tra un fungo e una risata, tra un bicchiere di vino e la scoperta di un oggetto antico, Bedonia dimostrerà che il futuro dei piccoli centri passa da qui: dalla capacità di trasformare i visitatori in abitanti temporanei, e magari, chissà, in abitanti per sempre.


