La Procura della Repubblica di Parma, condividendo pienamente le risultanze investigative emerse dal corposo quadro indiziario raccolto dai Carabinieri della Stazione di Sorbolo-Mezzani, ha chiesto e ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini stranieri, entrambi nati nel 2002. Si tratta di Salhi Farouk e Belhaj Salem Wadia, gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di minacce e lesioni personali volontarie, aggravate dall’uso di un’arma impropria e dall’aver provocato alla vittima, già in condizioni di vulnerabilità fisica, lesioni gravissime e permanenti.
Il provvedimento è l’esito di un’articolata indagine che ha permesso di ricostruire non solo la violenta aggressione avvenuta il 18 luglio scorso a Colorno, ma anche il successivo e preoccupante clima di intimidazione messo in atto dagli indagati nel tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità.
Secondo quanto accertato dagli inquirenti e condiviso dal G.I.P., i due giovani, in stato di alterazione verosimilmente dovuta all’abuso di alcol, avrebbero avvicinato la vittima, un connazionale di 39 anni, mentre si trovava seduta su un muretto in compagnia di un amico. Per futili motivi e senza apparente ragione, l’uomo sarebbe stato aggredito con estrema violenza, senza riuscire a fuggire a causa di una grave patologia cardiaca pregressa.
L’azione sarebbe stata particolarmente cruenta: mentre uno dei due indagati tratteneva la vittima, incitando il complice, l’altro lo colpiva ripetutamente al volto con una bottiglia di vetro rotta, infierendo anche con calci su varie parti del corpo.
Le conseguenze per la persona offesa sono state gravissime. Il referto medico ha infatti certificato un trauma cranio-facciale con fratture multiple e la rottura del bulbo oculare destro, lesione che ha comportato la perdita permanente della vista dall’occhio colpito.
Le indagini hanno inoltre fatto emergere un quadro altrettanto allarmante relativo alle condotte successive all’aggressione. Per ostacolare l’accertamento dei fatti, i due indagati avrebbero instaurato un clima di terrore, sottoponendo la vittima a reiterate pressioni e minacce affinché non denunciasse l’accaduto o ritirasse la querela. In più occasioni, le intimidazioni si sarebbero spinte fino alla minaccia di nuove e gravi violenze fisiche.
Il clima intimidatorio non avrebbe riguardato soltanto la persona offesa, costretta a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita, ma anche i testimoni, a loro volta minacciati di ritorsioni nel caso avessero collaborato con le autorità.
L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri sotto il costante coordinamento della Procura di Parma, ha consentito di identificare i presunti responsabili grazie ai riconoscimenti fotografici effettuati dalla vittima e dai testimoni, le cui dichiarazioni sono risultate coerenti e concordanti.
In esecuzione della misura cautelare disposta dal G.I.P., i Carabinieri hanno arrestato i due indagati in momenti distinti: Belhaj Salem Wadia è stato rintracciato e arrestato a Parma il 26 dicembre scorso, mentre Salhi Farouk è stato individuato e arrestato in provincia di Rimini il 12 gennaio. Entrambi sono stati tradotti presso la Casa circondariale competente.



