Assemblea regionale di Coldiretti: forte la presenza degli agricoltori parmensi

Oltre 500 soci parmensi all’assemblea regionale per difendere Made in Italy, reddito delle imprese e qualità della Food Valley

by Tatiana Cogo

Una mobilitazione imponente, con migliaia di agricoltori riuniti per difendere il futuro del settore agroalimentare italiano tra emergenze climatiche, sfide economiche e battaglie per la trasparenza delle produzioni. All’assemblea regionale di Coldiretti, svoltasi alla Fiera di Bologna, spicca la forte partecipazione del territorio parmense, protagonista nella difesa del Made in Italy e della qualità della Food Valley.

Sono stati oltre 500 i soci della provincia di Parma presenti all’assemblea regionale che ha riunito complessivamente circa cinquemila agricoltori da tutta Emilia-Romagna. La delegazione, guidata dal presidente Luca Cotti e dal direttore Marco Orsi, ha portato al centro del confronto le esigenze del territorio e la tutela delle eccellenze agroalimentari locali.

«La presenza di oltre 500 soci della provincia di Parma dimostra quanto il nostro territorio creda nella forza del sistema Coldiretti e nella necessità di fare squadra in un momento così delicato», ha dichiarato Cotti, sottolineando l’urgenza di scelte decisive su gestione delle risorse idriche, contrasto alle importazioni sleali e tutela delle produzioni tipiche.

La partecipazione parmense assume un valore strategico in una regione che rappresenta il cuore della Food Valley italiana, dove il settore agroalimentare genera un valore superiore ai 37 miliardi di euro.

L’assemblea ha evidenziato come negli ultimi quattro anni i cambiamenti climatici abbiano provocato danni all’agricoltura per oltre 20 miliardi di euro, tra alluvioni e siccità. Il segretario generale Vincenzo Gesmundo ha ribadito la necessità di destinare integralmente agli agricoltori le risorse recuperate in Europa e di rafforzare gli strumenti assicurativi per tutelare le imprese.

Sul tema è intervenuto anche il presidente Ettore Prandini, che ha evidenziato l’urgenza di sostenere il reddito delle aziende agricole e accelerare innovazione e sostenibilità attraverso i fondi della Politica Agricola Comune.

Tra i temi centrali della mobilitazione anche la richiesta di maggiore trasparenza sull’origine dei prodotti alimentari. Coldiretti ha contestato la normativa europea che consente a prodotti esteri, sottoposti a lavorazioni minime, di essere venduti come italiani.

Da qui la richiesta dell’obbligo di etichettatura d’origine per tutti i prodotti commercializzati nell’Unione Europea, misura ritenuta fondamentale per tutelare imprese e consumatori.

Ai lavori ha partecipato anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha espresso vicinanza alle richieste degli agricoltori. In chiusura, Prandini ha denunciato il peso eccessivo della burocrazia sulle imprese agricole, sottolineando come ancora oggi un terzo del tempo lavorativo sia assorbito da pratiche amministrative.

Leggi anche: