“A novembre il MIT e i vertici di FS hanno reso noto la volontà di pianificare nel corso del 2026 lo sviluppo del documento di fattibilità delle alternative progettuali per la nuova stazione Parma AV. Nel solco di quelle alternative progettuali, il Governo ha accolto l’odg a mia firma, che pone una domanda comune a tanti di noi: perché la fermata in zona Fiere è rimasta sino ad oggi sulla carta”? Esordisce così la deputata Gaetana Russo, eletta tra le fila di Fratelli d’Italia.
“Per l’incapacità di chi governa città e provincia da 15 anni? Sicuramente – prosegue -. Ma anche per criticità tecniche, che impongono una riflessione”.
“Il Governo in legge di bilancio ha condiviso la richiesta di verifica di una fermata a 25 km circa a nord da Parma, in “zona Outlet” in posizione forse più strategica, rispetto all’autostrada, al tracciato Milano – Bologna già esistente dell’AV, e che per la specifica collocazione triangolare serva non solo il sistema produttivo parmense, che evidentemente da solo ha fallito, ma anche il territorio piacentino e cremonese.
Sono logiche di mercato e di velocità quelle che guidano FS nelle proprie scelte, non i desiderata. E i Crociati delle ultime ore – ai quali segnalo che la fermata di Baganzola non è sotto assedio dagli “infedeli” della provincia -, sanno bene che l’esigua distanza con la stazione AV di Reggio Emilia è una criticità per Parma, non arginabile se non immaginando una realtà residuale (corse alternate, o escluse dal circuito Milano – Roma).
Ma quale logica vincente, toglie, per poter essere sostenibile, anziché aggiungere servizi, nell’ottica di chi è chiamato, come FS, a spendere i soldi dei cittadini e risponde alle casse dello Stato? Valutazioni di buon senso, che magari rafforzeranno la prospettazione in zona Fiere, che FdI orgogliosamente comunque sostiene per il territorio di Parma, ma che andavano poste e che il Governo ha condiviso.
Ma certo non accettiamo lezioni da chi è stato il boia di Parma, che dovrebbe ricordare che se annovera 3 consiglieri regionali, di cui nessuno del capoluogo, forse è per la debolezza con cui da anni imbarazza sulla città anche i suoi Peppone.
Non un filo di voce quando c’era da non piegarsi ai compagni che ci hanno condannato rispetto a Reggio Emilia, non un bisbiglio oggi, nel rivendicare dal Presidente De Pascale il sostegno da 9 milioni dati per l’aeroporto di Rimini, ma non di Parma. E sicuramente non saremo mai tra i cattivi maestri che vorrebbero governare la città e la provincia col fare dei campanili, perché vince il sistema Parma che riesce a svilupparsi, non che riempie i giornali- conclude Russo”.



