Carne equina, Pizzigalli e Cantoni: “No a una legge ideologica che penalizza territorio, imprese e libertà individuali”

by Tatiana Cogo

Intervengono anche i consiglieri comunali di maggioranza Sebastiano Pizzigalli (Effetto Parma) e Stefano Cantoni (Partito Democratico) nel dibattito sulla proposta di legge che punta a vietare la macellazione dei cavalli (leggi qui l’articolo).

“Esprimiamo la nostra più ferma contrarietà a questa proposta di legge a firma Avs, Movimento 5 Stelle e Noi Moderati che è ideologica – affermano i consiglieri –. Non si tratta di una misura tecnica o migliorativa: è un provvedimento simbolico che rischia di produrre effetti concreti e pesanti su imprese, occupazione e libertà individuali, senza reali benefici aggiuntivi sul piano del benessere animale, per di più in un territorio tradizionalmente legato alla carne di cavallo come il nostro”.

Pizzigalli sottolinea come in Italia la macellazione sia già regolata da norme severe, con controlli veterinari obbligatori, tracciabilità e standard sanitari tra i più rigorosi in Europa. “Un divieto totale – evidenzia – colpirebbe indiscriminatamente operatori che lavorano nel pieno rispetto della legge. Lo Stato deve garantire regole chiare e uguali per tutti, non trasformare sensibilità personali in divieti generalizzati. La libertà alimentare è un principio che va tutelato, purché nel rispetto delle norme sanitarie e del benessere animale”.

“Non è la prima volta che ci si confronta con proposte ‘bizzarre’ che intervengono a suon di divieti – aggiunge Cantoni – quando invece il cibo dovrebbe essere un tema trasversale, unificante, di pace, al di là delle scelte e dei gusti individuali, che sono assolutamente da rispettare. Qui a Parma, già nel 2010, si costituì un gruppo di macellerie equine per valorizzare e innalzare ulteriormente la qualità dei prodotti a base di carne di cavallo. Un impegno che portò alla nascita dell’Associazione per la tutela del “Caval Pist” e culminò nel luglio 2011 con il riconoscimento, da parte della Regione Emilia-Romagna, del “Caval Pist e della sua ricetta della Concia a base di spezie” nell’elenco dei Piatti Tradizionali tipici regionali”.

“C’è anche una questione culturale – concludono i consiglieri –. La carne di cavallo fa parte di tradizioni locali radicate. Non si impone a nessuno di consumarla; chi non la vuole semplicemente non la acquista. Vietarla per tutti significa sostituire il pluralismo con l’imposizione. Le istituzioni hanno il dovere di affrontare i problemi reali del settore agricolo e zootecnico – redditività, concorrenza sleale, sostenibilità ambientale – non di aprire fronti ideologici che dividono e non risolvono”.

Per queste ragioni Pizzigalli e Cantoni ritengono la proposta sbagliata nel merito e nel metodo: “Serve equilibrio, non fondamentalismo ideologico. Non si può privare il cittadino della libertà di scelta con un divieto generalizzato che ignora la complessità economica, normativa e culturale del tema”.

(Foto Fernanda Bellido)

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