La protesta parte dai campi e arriva fino al cuore dell’Europa. Domani, martedì 20 gennaio, anche Parma sarà presente a Strasburgo dove mille agricoltori di Coldiretti si ritroveranno davanti alla sede del Parlamento Europeo per dire no a quello che definiscono senza mezzi termini “il progetto distruttivo” della Commissione guidata da Ursula Von der Leyen. Una mobilitazione che non è più solo simbolica, ma permanente, e che punta a fermare accordi internazionali ritenuti una minaccia diretta per l’agricoltura europea e per la sicurezza alimentare di 400 milioni di cittadini.
In prima fila ci sarà una delegazione di Coldiretti Parma, unita ai colleghi dell’Emilia-Romagna e guidata dal presidente regionale Luca Cotti. Una presenza che porta in Europa la voce di un territorio simbolo dell’agroalimentare italiano, dove qualità, tracciabilità e rispetto delle regole non sono slogan ma pratica quotidiana.
Nel mirino della protesta c’è soprattutto la firma dell’accordo Mercosur, considerato da Coldiretti un precedente pericoloso: aprirebbe le porte all’ingresso di prodotti realizzati con standard sanitari, ambientali e sociali molto più bassi di quelli imposti agli agricoltori europei. Cibi che rischiano di finire sulle tavole dei consumatori senza le stesse garanzie di sicurezza e sostenibilità.
“Importare prodotti realizzati con regole completamente diverse e con lo sfruttamento della manodopera minorile è un’ingiustizia verso l’agricoltura e verso l’intera collettività”, dichiara Marco Orsi, direttore di Coldiretti Parma. “La nostra battaglia continuerà finché non otterremo risposte chiare dalle istituzioni europee”.
L’appuntamento è fissato dalle 9 a Place de Bordeaux, dove il presidente di Coldiretti Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo guideranno la manifestazione insieme agli agricoltori francesi della Fnsea. Un fronte comune che unisce Italia e Francia nella richiesta di fermare scelte considerate lontane dai territori e imposte da una ristretta cerchia di tecnocrati.
“La reciprocità deve essere la base di ogni accordo commerciale – sottolinea il presidente regionale Luca Cotti –. Non è accettabile che entrino in Europa prodotti ottenuti con sostanze e tecniche vietate da anni nei nostri campi e nelle nostre stalle”.
Da Parma a Strasburgo, la protesta attraversa i confini per difendere un modello agricolo che non vuole diventare vittima della globalizzazione senza regole. E promette di non fermarsi.



