Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, al via i lavori in presenza

Il presidente Matteo Daffadà: «Un momento importante per confrontarci e immaginare nuovi progetti». La comunità conta oltre 280mila residenti in 20 paesi

by Tatiana Cogo

Si è aperta la tre giorni di incontri della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, un appuntamento che riunisce rappresentanti della comunità emiliano-romagnola residente all’estero e segna il primo incontro in presenza del nuovo mandato. Un momento definito «atteso, necessario e concreto» dal presidente Matteo Daffadà, che ha sottolineato il valore del confronto diretto e delle relazioni personali.

«È il primo giorno della Consulta in presenza e il primo momento in cui ho potuto incontrare di persona i consultori arrivati da tutto il mondo», ha dichiarato Daffadà. «La Consulta vive soprattutto nelle relazioni, negli scambi e nelle idee che nascono quando ci si guarda negli occhi. È un’emozione vera capire che siamo una famiglia che vive lontana ma che si sente vicina».

L’iniziativa riunisce una comunità globale composta da oltre 280mila emiliano-romagnoli residenti in 20 paesi e distribuiti su quattro continenti. La Consulta, che celebra quest’anno il cinquantesimo anniversario dalla sua istituzione, è composta da 36 membri, di cui 15 residenti all’estero, e rappresenta da mezzo secolo un punto di riferimento per il legame tra le comunità emigrate e il territorio di origine.

Secondo il presidente, l’appuntamento non rappresenta soltanto una celebrazione, ma anche un momento di riflessione e progettazione per il futuro. «Questi giorni non sono solo un anniversario: sono un passaggio», ha spiegato Daffadà, evidenziando il sostegno dell’Assemblea regionale e della Giunta alle attività della Consulta. L’obiettivo è valutare i risultati raggiunti e definire nuove strategie per rafforzare il programma del mandato.

Tra le priorità indicate figurano l’attenzione ai giovani, lo sviluppo degli scambi internazionali, il turismo delle radici, le opportunità economiche e il rafforzamento delle connessioni culturali. Ambiti diversi, ma uniti dalla volontà di trasformare il senso di appartenenza in nuove progettualità e opportunità di crescita.

A cinquant’anni dalla sua nascita, la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo continua dunque a promuovere il dialogo tra tradizione e innovazione, mantenendo saldi i legami con le comunità all’estero e guardando alle sfide future con uno sguardo condiviso.

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