Dopo le manifestazioni svoltesi in diverse città italiane, tra cui Parma, si accende il dibattito sulle modifiche al cosiddetto ddl “stupri”. A intervenire è l’avvocata Dayla Briganti, membro della segreteria provinciale del Partito Democratico di Parma con delega alle pari opportunità, che esprime forte preoccupazione per le proposte avanzate dalla presidente della Commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno.
Secondo Briganti, la modifica principale riguarderebbe la sostituzione dell’espressione “consenso libero e attuale” con “volontà contraria all’atto sessuale” nella definizione del reato di stupro. Una formulazione che, a suo avviso, rischierebbe di far coincidere la mancata espressione di dissenso con una forma implicita di consenso.
L’avvocata sottolinea come possano esistere numerose situazioni in cui una donna non è in grado di esprimere chiaramente il proprio rifiuto: condizioni di vulnerabilità economica, rapporti di subordinazione lavorativa o abusi psicologici in ambito domestico o familiare. In questi contesti, afferma, il silenzio non può essere interpretato come assenso.
Briganti critica inoltre il riferimento alla cosiddetta “violenza a sorpresa”, ritenendolo un concetto che potrebbe generare confusione nell’interpretazione della norma e ridurre le tutele per le vittime.
Per l’esponente del Pd parmense, la proposta legislativa non offrirebbe maggiore protezione alle donne, ma rischierebbe invece di esporle a ulteriori forme di vulnerabilità e difficoltà nel riconoscimento del reato.



