Endometriosi, via libera al potenziamento dei percorsi di cura in Emilia-Romagna

L’Assemblea legislativa approva la risoluzione della maggioranza: più diagnosi, assistenza e tutele per le donne. Respinto l’atto di Fratelli d’Italia

by Tatiana Cogo

Rafforzare i percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali per le donne affette da endometriosi, ampliando la rete dei servizi, migliorando la presa in carico multidisciplinare e chiedendo al Governo il riconoscimento della patologia come limitante per la capacità lavorativa. È questo il cuore della risoluzione approvata oggi dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, presentata dal Partito Democratico e sottoscritta anche da Movimento 5 Stelle e Civici con de Pascale.

L’atto impegna la Giunta regionale a potenziare i Pdta (percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali), includendo anche gli aspetti psicologici, sociali ed economici della malattia, a proseguire il finanziamento delle campagne informative e a rafforzare il sistema diagnostico, coinvolgendo i pediatri accanto ai medici di medicina generale, ai consultori e alle figure specialistiche già attive. Tra i punti centrali anche la richiesta al Governo di riconoscere l’endometriosi come patologia che può limitare la capacità lavorativa, prevedendo tutele specifiche come il congedo mestruale e aprendo un tavolo di confronto Stato-Regioni per uniformare i percorsi di cura a livello nazionale.

Durante la discussione in aula era stata abbinata una risoluzione di Fratelli d’Italia, a prima firma di Nicola Marcello, che chiedeva tra l’altro l’esenzione totale dal ticket per tutte le forme di endometriosi fin dalla prima diagnosi e la possibilità di ricorrere allo smart working su indicazione sanitaria. Il documento della minoranza è stato però respinto, mentre è stata approvata la risoluzione della maggioranza, emendata con una proposta di Tommaso FIazza (Lega) che prevede l’istituzione di un tavolo tecnico-politico regionale per migliorare la presa in carico multidisciplinare e garantire equità di accesso alle cure.

“Oggi abbiamo portato a casa un risultato concreto: l’Assemblea Legislativa ha approvato il mio emendamento che impegna la Regione a istituire entro 120 giorni un Tavolo tecnico-politico permanente sull’endometriosi, con enti pubblici, professionisti sanitari, associazioni di pazienti e stakeholder, per migliorare la presa in carico multidisciplinare, i diritti, l’equità di accesso alle cure e la qualità dell’assistenza – ha dichiarato Fiazza”.

«L’endometriosi è una malattia invisibile ma profondamente invalidante – ha spiegato la prima firmataria Ludovica Carla Ferrari (Pd) – colpisce milioni di donne e viene spesso diagnosticata dopo anni. Non è normale dover scegliere tra lavoro e salute. L’Emilia-Romagna ha avviato un percorso importante, ma serve un impegno nazionale perché non ci siano differenze tra territori».

Dal dibattito è emersa la volontà trasversale di rafforzare la risposta sanitaria e sociale a una patologia che incide pesantemente sulla qualità della vita. «Non è un tema solo femminile, ma una questione di civiltà che riguarda tutta la società», ha sottolineato Giovanni Gordini (Civici).

Diversa la posizione di Fratelli d’Italia, che ha rivendicato le iniziative già avviate a livello nazionale e giudicato insufficiente la risoluzione approvata. «Serve maggiore concretezza sulle esenzioni e sui diritti delle pazienti», ha dichiarato Annalisa Arletti.

Con il voto odierno, la Regione rafforza comunque il proprio impegno sul fronte della diagnosi precoce, della cura e dell’assistenza, rilanciando la richiesta di un intervento strutturale anche da parte del Governo per garantire pari diritti e tutele alle donne affette da endometriosi su tutto il territorio nazionale.

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