A marzo all’aeroporto Verdi di Parma si tornerà a volare grazie agli annunciati voli delle compagnie Ryanair, Aeroitalia e Flyone. Abbiamo intervistato Michele Bufo, nuovo amministratore delegato di Sogeap, l’azienda che gestisce l’infrastruttura cittadina, per fare il punto della situazione dello scalo.
Può raccontarci il percorso professionale che l’ha portata qui a Parma?
Sono nato in provincia di Roma. Fin da giovane ho avuto la passione per il volo e ho iniziato la mia carriera come ufficiale dell’aeronautica militare. Successivamente sono entrato in ENAV (Ente nazionale per l’assistenza al volo), il soggetto che gestisce lo spazio aereo italiano, dove ho trascorso gran parte della mia vita professionale.
Ho quindi lavorato, in vari ruoli, negli aeroporti di Catania, Palermo, Lampedusa e Pantelleria, per poi rientrare a Roma. Nel 2015 ho assunto la gestione aeroportuale a Trapani. Quando sono arrivato lo scalo si trovava in una situazione difficile; con il supporto della Regione siamo riusciti a rilanciarlo e nel 2023 e nel 2024 abbiamo chiuso i primi bilanci in utile.
E infine la sfida di Parma, un aeroporto in cui ho sempre visto tante potenzialità inespresse.
Può descriverci la nuova compagine societaria di Sogeap?
E’ composta dalle società “Apollo”, nata su iniziativa di importanti imprenditori locali, “Parma Aeroporto”, che fa riferimento all’Unione Parmense degli Industriali, e dal gruppo canadese “Centerline”. Possiamo dire che il Verdi è stato salvato dalla messa in liquidazione e oggi è in ottime mani.
I soci stanno facendo un investimento che va a favore di tutta la provincia di Parma. Gli studi di Nomisma (commissionati da Assaeroporti) rivelano che l’attività ha ricadute molto positive sul territorio in termini di nuovi posti di lavoro, crescita del PIL e nascita di nuove aziende. E’ stato stimato che un milione di passeggeri generi circa 5.000 posti di lavoro e diverse centinaia di milioni di euro di indotto.
E’ stato annunciato l’arrivo di nuovi voli, quali saranno?
Sì, ma mi permetta una premessa.
Questa prima ripartenza è stata possibile grazie alla nuova compagine societaria e a una rinnovata sinergia con il Governo, la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Parma e altre realtà del territorio. In particolare, la Regione ha azzerato una tassa che gravava sui piccoli aeroporti, pari a circa 6,5 euro sui passeggeri in partenza, che aveva un’incidenza di circa il 12% sul prezzo medio di un biglietto. Questa decisione ha reso il nostro scalo molto più attrattivo.
Ryanair, primo vettore europeo, ha apprezzato subito l’azzeramento di questa tariffa. La compagnia irlandese volerà da Parma su Palermo, Cagliari e Tirana, capitale dell’Albania. Aeroitalia opererà la rotta su Olbia, mentre FlyOne collegherà Parma a Chișinău, capitale della Moldavia.
Saranno circa 20 voli settimanali, il doppio rispetto all’anno scorso. Stimiamo di raggiungere nel 2026 circa 200.000 passeggeri, in significativo aumento rispetto ai 130.000 dello scorso anno.
Ma il nostro lavoro è appena iniziato e spero di poter annunciare presto nuove destinazioni.
Facciamo un passo indietro: quali sono i ricavi tipici di un aeroporto?
Ci sono i ricavi derivanti dall’attività aeronautica, che comprendono le tariffe a carico delle compagnie per i diritti di approdo e decollo, legate al peso dell’aeromobile. Poi ci sono i ricavi dei servizi a terra quali gestione dei bagagli, parcheggi, servizi di handling e diritti di imbarco.
Dalle vostre analisi qual è il “passeggero tipo” che potrebbe venire a Parma?
Chi viaggia per lavoro, chi per visitare familiari e amici, e chi per piacere o vacanza. Il nostro obiettivo principale è il turismo incoming. Anche i grandi motori di ricerca del settore, come Booking.com, Skyscanner o Expedia, possono indirizzare verso il Verdi passeggeri non prevedibili.
Qualche sogno, qualche “meta da sogno” nel cassetto?
Le destinazioni vengono decise dalle compagnie aeree, che sulla base di studi approfonditi stabiliscono dove volare. Il mercato potenziale è il mondo.
Una strada o una ferrovia di 3 km ci consentono di andare 3 km più in là; con una pista di volo di 3 km possiamo andare ovunque nel mondo. Questo perchè l’aereo è esso stesso l’infrastruttura.
Stiamo trattando destinazioni molto interessanti. Oggi più di questo non posso anticipare.
Ai cittadini preoccupati per il rumore, soprattutto notturno, cosa risponde?
Posso rassicurarli: gli aerei che atterreranno o decolleranno dal Verdi sono di ultima generazione e molto silenziosi. Di notte l’aeroporto di Parma è chiuso.
Ci saranno anche voli cargo?
No, il cargo non è nei nostri progetti. Il cargo richiederebbe un sistema infrastrutturale di supporto di cui Parma non dispone. Inoltre, nelle vicinanze c’è già un aeroporto cargo, quello di Brescia: anche volendo, e non lo vogliamo, non ci sarebbe spazio per un altro scalo cargo.
Andrea Marsiletti



