Meno scartoffie sulle scrivanie dei medici e più tempo dedicato alla cura dei pazienti. È questo il cuore dell’accordo quadro integrativo locale siglato tra l’Azienda Usl di Parma e i sindacati dei medici di medicina generale Fimmg, Snami e Smi, un’intesa che riguarda 277 professionisti operanti tra Parma e provincia e che anticipa i contenuti dell’accordo regionale atteso per il primo semestre 2026.
L’obiettivo condiviso è la riduzione del carico burocratico-amministrativo a favore di una maggiore disponibilità di tempo per l’assistenza diretta. «Questo Accordo non solo conferma il percorso di grande collaborazione avviato da tempo fra l’Azienda Usl e la Medicina generale, ma introduce elementi innovativi di miglioramento organizzativo e gestionale – afferma il commissario straordinario Ausl e direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Anselmo Campagna – con risultati attesi positivi sia sulla qualità dell’assistenza sia sui tempi di attesa per i pazienti».
Soddisfatti anche i sindacati. «È un accordo innovativo che riduce la burocrazia e consentirà di aumentare il tempo di cura del medico di medicina generale», sottolinea il segretario provinciale Fimmg Paolo Ronchini, mentre per Antonio Slawitz presidente provinciale Ssnami «l’intesa garantisce ai medici un trattamento ottimale in attesa dell’Accordo regionale e pone le basi per un ulteriore miglioramento a livello locale». Sulla stessa linea Paul Nji Mujih segretario Smi che parla di «elementi innovativi in vista della firma dell’accordo regionale».
Tra le principali novità figurano misure concrete per ridurre i tempi di attesa, a partire dall’attivazione di un numero verde aziendale al quale indirizzare i pazienti per correggere direttamente prescrizioni specialistiche errate o incomplete evitando inutili ritorni negli studi dei medici di famiglia e alleggerendo così il carico di lavoro. Previsti anche nuovi percorsi di telemedicina nelle branche più critiche come la dermatologia con l’invio allo specialista di immagini di lesioni sospette, oppure per esami strumentali come holter pressorio ed Ecg, spirometria e fondo oculare eseguiti dal medico di base e refertati a distanza dallo specialista di riferimento.
L’accordo pone inoltre un forte accento sull’appropriatezza prescrittiva con l’impegno dei medici di medicina generale a rispettare le normative nazionali e regionali supportati da un sistema di monitoraggio che l’Ausl implementerà periodicamente e si interviene anche sull’uso dei farmaci per migliorare l’appropriatezza dell’impiego e contenere la spesa senza penalizzare i cittadini.
Ampio spazio è dedicato infine alla gestione della cronicità e agli ospiti delle Cra provinciali dove le mutate condizioni cliniche e l’aumento delle esigenze assistenziali hanno portato a condividere un progetto specifico che prevede l’attivazione di assistenza domiciliare integrata di terzo livello per i pazienti in terminalità oncologica o non oncologica con l’obiettivo di evitare ricoveri inappropriati e mantenere l’assistito nel proprio contesto territoriale. In parallelo proseguiranno le azioni di supporto specialistico nelle Case della Salute e nelle Cra attraverso il consolidamento del progetto Unità Mobile e della specialistica per rafforzare la continuità assistenziale tra ospedale e territorio.



