Di solito quando chiude una testata arriva subito la pioggia di lacrime di colleghi, politici, sindacalisti e chi più ne ha più ne metta.
Le motivazioni che inducono al pianto sono sempre le stesse: “è una sconfitta per tutta la città”, “è un brutto colpo alla libertà di informazione”, “è una riduzione del pluralismo perchè un giornale in meno è una perdita di democrazia”…
L’11 settembre ha chiuso il sito di news ParmaQuotidiano. Ad annunciare la “fine delle trasmissioni” è stata la stessa Redazione con un mesto editoriale d’addio.
Ma per Parma Quotidiano nessuno si è strappato i capelli, nessuno ha rievocato i principi costituzionali o deontologici, nessun paternalismo per i lavoratori, nessuna commiserazione.
E pensare che il sito, nato sulle ceneri del giornale di carta di Polis Quotidiano, era on line dal 2013 e in questi anni ha pubblicato ben 18.000 articoli che i lettori hanno potuto leggere gratuitamente.
Voglio ricordare PQ come un giornale serio, dedito sopratutto ai temi economici della nostra provincia, con dei bravi giornalisti. Penso sopratutto a Pierluigi Zavaroni, un amico, caro.
PQ non si è mai piegato alla logica di Facebook (non aveva inserito neppure i pulsanti di condivisione nelle pagine) puntando sulla più tradizionale newsletter che tutte le mattine arrivava nella caselle di posta di migliaia di parmigiani. Un gusto del retrò che però ha dato i suoi risultati.

Onore a Parma Quotidiano!
Andrea Marsiletti


