Francesco De Vanna, segretario cittadino del Pd, interviene in un momento delicato per la politica italiana, sottolineando la necessità di preservare l’autorevolezza e l’indipendenza delle istituzioni. La partecipazione straordinaria del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Consiglio Superiore della Magistratura testimonia la preoccupazione del Quirinale di fronte a dichiarazioni e atteggiamenti che minacciano l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
“Il fatto che il Presidente della Repubblica abbia voluto presiedere la riunione ordinaria del Consiglio Superiore della Magistratura dimostra la preoccupazione del Quirinale per il dibattito alimentato dal Governo in relazione al referendum dei prossimi 22 e 23 marzo – scrive De Vanna”.
“Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva definito ‘para mafioso’ il metodo di lavoro del Csm, parole gravi e inaccettabili che il Presidente Mattarella ha voluto stigmatizzare partecipando personalmente alla riunione del Consiglio, decisione inedita e dal grande valore simbolico, soprattutto se si considera che non era mai accaduto in 11 anni di presidenza”.
“Le parole di Nordio sono solo l’ultimo di una lunga sequenza di episodi che hanno drammaticamente rivelato l’intenzione ormai chiara della destra di erodere l’autorevolezza e l’autonomia del potere giudiziario”.
“La destra che un tempo difendeva in modo repubblicano la forza di tutte le istituzioni dello stato ora le contrappone le une contro le altre, minando le fondamenta del nostro patto costituzionale”.
“Se da un lato è ormai evidente l’obiettivo della destra di riconsiderare l’equilibrio tra i poteri dello stato, e di ridiscutere in particolare l’autonomia della magistratura, che attaccano ormai ogni giorno, dall’altro è essenziale ripristinare le condizioni minime di un dibattito referendario che sia fondato sul riconoscimento delle opinioni di tutti, senza delegittimazioni”.
“Il Governo, invece, surriscalda un dibattito già di per sé delicato farcendolo ogni giorno di dichiarazioni scomposte, abnormi e completamente fuori asse, soprattutto quando arrivano da ministri ed esponenti della maggioranza”.
“Chiediamo alla destra di rispettare le posizioni di tutti, ma soprattutto di non far venire mai meno il sostegno alle istituzioni, soprattutto quelle di valore costituzionale come il Consiglio Superiore della Magistratura, dove peraltro siedono due componenti laiche vicine al Governo che hanno aderito, in modo trasparente ma irrituale, al Comitato per il Sì”.
“Un ringraziamento particolare al Presidente Mattarella per la sua capacità di interpretare in modo sempre imparziale e autorevole l’unità del paese e la forza delle sue istituzioni costituzionali”.
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“Condivido le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sul rispetto che tutte le Istituzioni devono tenere vicendevolmente. La sua esortazione deve fare riflettere tutti coloro che hanno alzato i toni esasperandoli e svilendo il dibattito pubblico”.
Lo dichiara Gaetana Russo, deputata di Fratelli d’Italia. “Il rispetto istituzionale, che da parte di Fratelli d’Italia non e’ mai venuto meno, ci ha portato a scrivere una riforma della giustizia che ha come punti cardine quelli di rendere il sistema piu’ giusto e piu’ libero. Mi attendo che lo stesso rispetto venga portato anche al nostro partito e al governo Meloni da coloro che hanno posizioni differenti dalle nostre sul referendum. Si chiama democrazia”, aggiunge.
“Lo svilimento, l’assenza di contenuti e capacità di confronto di questa sinistra che pur di non votare un provvedimento che ridia una giustizia sana agli italiani, rinnega il partigiano e anti fascista Vassalli, insozza eroi nazionali come Paolo Borsellino, appella persone poco perbene chi vorrebbe votare per il SI al referendum sulla giustizia, lo si è visto lunedì sera, quando qui a Parma vi erano due dibattiti sul tema. Da un lato, quello dei compagni, col logo di partito, chiamando all’adunata le truppe al voto anti governo. Dall’altro, nessun “marchio” politico, ma 4 comitati impegnati per il SÌ alla riforma, con l’avv. Mario Salvi per il SÌ Riforma, l’on Carolina Varchi capogruppo in Commissione giustizia alla Camera, Marco Taradash, fine Giornalista ed ex deputato del partito radicale per Giustizia SÌ, l’avv. Stefano freschi del comitato Sì separa, l’avv Valentina Tuccari, presidente delle camere penali, e il procuratore capo della Repubblica di Parma, Dott. Alfonso D’Avino.
Un parterre di eccellenze professionali, con interventi di compiuta lucidità sui temi referendari, espressione di mondi trasversali, perché la giustizia, a dispetto delle volgari querelle a cui anche la sinistra locale sta trascinando il dibattito, non è ideologica. La giustizia non è di destra né di sinistra, e deve essere giusta. E finalmente, dopo anni in cui abbiamo dibattuto di come migliorarla, abbiamo l’occasione epocale di farlo



