Vincenzo Guida (Pd) sul sovraffollamento nel carcere di Parma: “Il Governo fa qualcosa?”

by Andrea Marsiletti

Il dato sul sovraffollamento nel carcere della nostra Città ci impone una riflessione politica sugli effetti concreti che esso può determinare. Il sovraffollamento, infatti, sconfessa lo spirito dell’art. 27 della Costituzione che sancisce il principio della funzione rieducativa della pena perché costringere quattro detenuti in una cella che può accoglierne al massimo due genera una condizione che lambisce quei trattamenti “inumani e degradanti” per i quali l’Italia è già stata condannata in sede europea.

Inoltre il sovraffollamento ostacola anche i percorsi di recupero e reinserimento sociale previsti dalla legge sull’ordinamento penitenziario del 1975. I numeri parlano chiaro: 121 detenuti in più rispetto alla capienza massima nell’Istituto Penitenziario di Parma e un suicidio nel 2025.

La situazione è peggiorata anche con il provvedimento del DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) dello scorso 21 ottobre che rende più lunga la procedura per l’accesso delle Associazioni, delle Cooperative e organizzazioni intenzionate ad organizzare eventi di carattere educativo, culturale e ricreativo da svolgersi presso gli Istituti penitenziari. Le associazioni ed organizzazioni dovranno attendere l’autorizzazione dalla Direzione Generale, compromettendo il loro faticoso impegno e rendendo, nei fatti, impossibile l’avvio di percorsi volti alla rieducazione. Provvedimento che troviamo inaccettabile visti i risultati ottenuti in molte realtà.

Questo provvedimento, sommato al sovraffollamento, di fatto rende ancora di più inapplicabile la legge del ’75, compromette tutti gli sforzi messi in campo dalle associazioni e dagli stessi detenuti, creando grande disagio e aumentando il rischio di recidiva.

Anche i dati sui suicidi in carcere devono farci riflettere molto su quanto ancora è possibile fare con maggiore impegno, avendo come obiettivo il reinserimento sociale del detenuto.

Bisogna intervenire sulle possibili soluzioni che privilegino le misure di detenzione alternativa e investendo sul reinserimento sociale, con misure adeguate e che abbiano una visione sul lungo tempo e non provvedimenti che diano soltanto una risposta sul breve periodo.

La destra al Governo, come testimoniato dalle ultime dichiarazioni del Presidente del Senato La Russa, pensa ad un possibile provvedimento che favorisca il reinserimento per chi si avvicina alla fine della pena. Non è la prima volta che viene fatto un proclama simile, ma stavolta farà davvero qualcosa? O assisteremo nuovamente ad un abbandono del tema?

Vincenzo Guida, segreteria cittadina PD

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