
Gentile Direttore,
come sappiamo durante la pandemia, la Regione Emilia-Romagna ha chiesto aiuto a tutte le strutture sanitarie accreditate per reggere l’urto dell’emergenza.
Una collaborazione che ha funzionato, che ha garantito prestazioni, interventi e assistenza anche nei momenti più critici. Una collaborazione formalizzata da una delibera oggi annullata in autotutela, con la pretesa di recuperare 80 milioni di euro già erogati, scaricando i costi di quell’emergenza su chi ha contribuito a superarla.
Ma non è finita.
Oggi, mentre si continua a colpire ideologicamente la sanità privata accreditata, dopo anni di accordi raggiunti, l’attuale assessore alla sanità firma accordi con le case di cura private per smaltire le liste d’attesa divenute ingestibili, persino per interventi ortopedici urgenti.
Si usa il privato quando serve, poi lo si rinnega. Si invoca la collaborazione in emergenza, poi la si cancella. È una linea schizofrenica, irresponsabile e profondamente dannosa.
Nel frattempo, si parla di rafforzamento della rete ospedaliera territoriale, ma nei fatti si assiste all’esatto contrario: l’ospedale di Borgotaro viene progressivamente svuotato di funzioni, scaricando ulteriore pressione sulle altre strutture provinciali.
† Il prologo del Vangelo secondo Andrea (di Andrea Marsiletti)
La narrazione ufficiale parla di razionalizzazione e potenziamento, ma i cittadini vedono tagli e disservizi.
Sembra la commedia degli equivoci, ma in realtà è un disegno politico chiaro: centralizzare, controllare, marginalizzare tutto ciò che non rientra nella filiera pubblica, anche a costo di sacrificare l’efficienza e la qualità delle cure.
La Regione non può continuare a usare il privato accreditato come foglia di fico, da sventolare nei momenti di difficoltà e da demonizzare quando serve fare propaganda.
Questo atteggiamento sta compromettendo un equilibrio delicato e mettendo a rischio l’intero sistema sanitario regionale.
Serve serietà, visione e coerenza.
Non proclami e doppi standard.
Francesca Gambarini e Nicolas Brigati Nazione Futura Parma